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Con il nuovo vSphere 5.1, una componente storica è scomparsa per lasciare il posto ad una nuova: VMware Data Recovery (VDR) è stato sostituito dal nuovo VMware vSphere Data Protection (VDP).

VDR è stata la soluzione di backup introdotta con vSphere 4.0 (e attualmente inclusa a partire dall’edizione Essential Plus) che sfrutta le VMware vSphere API for Data Protection (VADP) e il Changed Block Tracking (CBT) per implementare backup agent-less ed incrementali. Ma era comunque un prodotto con molti limiti (in particolare grossi limiti di scalabilità sulla dimensione dei backup e sul numero di VM) e persino con la versione 2.0 (in vSphere 5.0) non ci sono stati cambiamenti sostanziali (a parte un leggero miglioramento nella stabilità).

Il nuovo VDP dovrebbe essere un prodotto di backup e restore (più) robusto, con un deploy semplice, completamente agent-less, di tipo B2D che sfrutta la tecnologia EMC Avamar per la de-duplica dei dati (in VDR non era mai stato specificato che sistema di deduplica fosse utilizzato). VDP è completamente integrato con vCenter Server e con il nuovo Web Client (grossa differenza rispetto a VDR che usava un plugin tra l’altro solo client side).

Molte funzionalità sono concettualmente le stesse di VDR, inclusa la funzione di File Lever Restore (per restore granulari). Altre sono specifiche di questo prodotto:

  • La de-duplica avviene non solo a livello di ogni VM e di ogni job di backup ma su tutte le VM (in realtà sono sicuro che questo già avveniva con VDR).
  • La gestione di VDP avviene tramite un semplice browser (IE 7, 8 on Windows, Firefox 3.6 and higher on Windows or Linux) con Adobe Flash.Anche l’interfaccia per il file-level restore è web based e permette (come del resto in VDR) il restore anche in modalità self-service.
  • Il deployment, la configurazione e la gestione di VDP sono possibili tramite wizard da interfaccia web. Come pure la maggior parte delle operazioni è guidabile da semplici wizard.
  • Esistono più opzioni di scheduling (VDR prevedeva solo la pianificazione su base settimanale): daily, weekly e monthly.
  • Anche le retention policy sono diventate più semplici e chiare.
  • La funzione di checkpoint permette di gestire il disaster recovery dell’intero VDP.
L’architettura è concettualmente la stessa del vecchio VDR: lavora in un virtual appliance e utilizza dei vmdk come destinazione per i de-duplication store (e notare che non è possibile cambiarne la dimensione una volta inizializzati!).
L’appliance è così costituito:
  • 4 vCPU
  • 4 GB RAM
  • Disco: 0.5 TB, 1 TB, o 2 TB
  • Guest OS SuSE Linux 11

Notare che vCenter Server 5.1 è necessario per usare VDP, ma gli host possono anche essere vSphere 4.0 (o superiore).

Riuscirà questo prodotto ad imporsi nelle soluzioni di backup? E potrebbe causare ulteriori problemi nella stabilità nell’ecosistema?

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2310 Posts)

Virtualization & Cloud Architect. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert (2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015). PernixPro 2014. Dell TechCenter Rockstar 2014. MVP 2014. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.