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VMware ha annunciato il termine del supporto agli switch virtuali di di terze parti, avviato fin dalla versione 4.0 di vSphere, ma mai largamente adottato (se non per alcuni casi di utilizzo del Nexus 1000v). Le VMware vSphere APIs usate dagli switch virtuali di terze parti funzioneranno solo fino alla versione 6.5 Update 1 di VMware vSphere. Dopo non saranno più utilizzabili ed i virtual switch di terze parti non potranno più funzionare. In realtà è già da tempo che VMware ha avvisato i propri clienti di migrare da switch virtuali di terze parti ai […]

In VMware vSphere uno dei limiti storici è stato (per tanti anni) quello della dimensione di un singolo disco virtuale VMDK che non poteva eccedere i 2 TB circa (per la precisione i 2 TB – 512 B). In realtà la vera dimensione “usabile” era persino meno, per poter permettere la creazione di snapshot e dipendeva dalla dimensione del blocco (importante in VMFS3 o in VMFS5 se aggiornato dalla 3). Per maggiori informazioni si rimanda all’articolo Veeam KB 1091. A partire da vSphere 5.5 è stato finalmente possibile avere dischi virtuali grandi fino a 62 […]

Dopo l’annuncio ufficiale all’ultimo VMworld Europeo, finalmente VMware vSphere 6.5 è in GA e disponibile per il download. Molte delle novità sono già state discusse a partire dal nuovo Web client, il nuovo vCenter, le nuove funzioni di disponibilità, la VSAN 6.5, le novità sulla sicurezza e ovviamente la maggior scalabilità. Per maggiori informazioni (in italiano) partecipa all’esclusivo e innovativo evento digitale VMware per ripercorrere le più importanti novità e gli annunci del VMworld 2016 segui il LIVE Streaming dagli Studi TV RAI oppure partecipando in prima persona.

VMware ha da poco annunciato due importanti novità sui client per vSphere, sia per il vecchio client Windows sia per quello Web: il client legacy basato su C# ed eseguibile solo su sistemi Windows non sarà più disponibile dalla prossima versione di vSphere (finalmente, visto che il cliente era persino più grosso di ESXi). Le versioni 5.5 e 6.0 non saranno affette il cliente web basato su Adobe Flash sarà presto sostituito (finalmente) da un client web totalmente HTML5 (al momento già disponibile come Fling).

A partire da vSphere 5, VMware raccomanda di usare come network virtual adapter la scheda di rete virtuale vmxnet3, ovviamente partendo da un virtual hardware almeno v7 e solo con sistemi operativi recenti, in pratica da Windows NT 6.0 (Vista o Windows Server 2008) e le varie distribuzioni Linux che includano già il driver della vmxnet3 all’interno del loro kernel. Tipicamente per questi sistemi operativi la scelta è tra e1000 o vmxnet3: il wizard di creazione di una nuova VM già sceglie quello giusto per le distribuzioni Linux, mentre per i sistemi Windows si limita a proporre […]

VMware ha annunciato che il 30 giugno 2016 l’edizione vSphere Enterprise andrà in End of Availability (“EoA”), insieme anche a vSphere with Operations Management Standard and vSphere with Operations Management Enterprise. Come se non bastasse sono stati anche annunciati aumenti in vSphere with Operations Management Enterprise Plus (da $4,245 a $4,395 per CPU) e vCenter Server™ Standard (da $4,995 a $5,995 per istanza). I nuovi prezzi saranno effettivi dal 1° aprile 2016.

Come già annunciato nei mesi scorsi, la nuova Virtual SAN (VSAN 6.2) porterà tanti nuovi servizi orientati ai dati, rendendo questo tipo di soluzioni sempre più interessanti. Già con la versione 6.1 (annunciata al VMworld 2015) aveva compiuto grossi passi in avanti, con tante interessanti funzionalità, ma rivolte soprattutto alla protezione e alla disponibilità dei dati. Mancavano ancora servizi specifici, come ad esempio quelli pensati per migliorare l’utilizzo dei dati e ottimizzarle la loro occupazione: compressione, deduplica, erasure coding sono oramai funzioni abbastanza comuni in molti storage di fascia alta.

Come probabilmente saprete, VMware vSphere 6.0 ha un grave problema nella gestione del Change Block Tracking (CBT) che può portare alla corruzione di qualunque backup incrementale se svolto utilizzato le API di VMware (come fatto tutti i programmi di backup “nativi” per il mondo VMware). Il 25 novembre è stata rilasciata una patch (come descritto anche in questo post) per risolvere questo problema. La patch è la ESXi600-201511401-BG e l’articolo è il KB 2137546.

Changed Block Tracking (CBT) è una funzionalità introdotta in VMware vSphere 4.0 per permettere l’impementazione di backup incrementali nativi lato sorgente. VMware VDAP espone questa funzionalità (insieme a tutte le altre per i backup agentless) e di conseguenza tutti i programmi di backup nativi per VMware la utilizzato. Il problema è che settimana scorsa è stato individuato un bug molto critico che rende i dati del CBT non più attendibili! E questo riguarda tutte le versioni di vSphere 6 (inclusa l’ultima Update 1a).

Come annunciato durante il VMworld US 2015, nella sessione “INF5123 – Managing vSphere Deployments and Upgrades – Part 2”, le VMware Tools sono rilasciate come pacchetto indipendente, a partire al 3 settembre con la versione 10.0.0, disponibile nell’area download di MyVMware. Un pacchetto separato ed indipendente dal software di virtualizzazione dato che sono generici per VMware Fusion, Workstation e ESXi!

VMware Virtual SAN (VSAN) 6.1 è stata annuncita durante il recente VMworld US 2015 e sicuramente è stata enfatizzata rispetto ad altri prodotti (ad esempio vSphere) per le sue nuove funzionalità e per l’attenzione sempre maggiore che VMware ha verso questo prodotto. Ora si può finalmente provare ed è disponibile nella pagina di download di VMware vSphere. Sì nel download di vSphere: poiché VSAN è implementata a livello di hypervisor ed è già inclusa in vSphere non esiste un download vero e proprio (esiste solo la licenza venduta a parte): VSAN 6.1 è parte integrante […]

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