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Un aspetto che mi ha incuriosito guardando da vicino sia le soluzioni di ExaGrid che quella di Dell (DR4000) è la totale mancanza di una funzionalità di Virtual Tape Library (VTL), situazione comunque confermata anche in altre soluzioni. Ancora più curiosa la motivazione espressa in entrambi i casi che non è prettamente tecnica (mi sarei aspettato qualcosa del tipo, meno software, meno hardware per una riduzione dei costi e della complessità) ma puramente di marketing o strategica a seconda dei punti di vista (la frase in entrambi i casi è stata: “ma i cliente non ci chiedono questa funzione”). Sicuramente la motivazione non può essere che spostandosi da soluzioni di backup to tape (B2T) a backup to disk (B2D) vuol per forza dire abbandonare l’approccio a cassetta.

Di fatto i programmi di backup possono scrivere, normalmente, in una di queste possibili destinazioni:

  • Tape library (fisica o VTL, anche se alcuni programmi semplicemente non supportano queste destinazioni)
  • Share di rete / NAS (in teoria supportato da tutti i programmi, nella pratica non sempre banale da implementare)
  • Disco (qualunque disco locale o della SAN, supportato da tutti i programmi)

Chiaramente per quei software che non supportano il tape, la funzione di VTL diventa inutile. Per gli altri usare la VTL può voler dire lavorare su FC o iSCSI ed implementare una rete di backup ad-hoc (possibile anche con le share a patto di realizzare reti dedicate o VLAN ad-hoc).

L’aspetto forse più curioso è che anche in soluzioni che prevedono sia il VTL che le share, sembra che siano queste ultime ad essere le più usate… ad esempio il guru di Data Domain Frank Slootman ha affermato che “People think Data Domain is a VTL, but 90% of the systems we sell are IP-connected, not with a Fibre Channel protocol”.

Per maggiori informazioni e spunti vedere anche (in inglese):

Ma quindi le soluzioni VTL si possono veramente considerare obsolete? Probabilmente no, o almeno non ora. Conosco alcuni clienti che al momento non ne potrebbero fare a meno sia adesso che probabilmente anche nell’immediato futuro.

Ma quello è che certo è che aggiungere la funzione di VTL non significa necessariamente avere una soluzione migliore (ma neppure peggiore), o più veloce (ma neppure più lenta) ma soprattutto più economica.

In prodotti basati su architettura scale-out (come ad esempio i citati ExaGrid e DR4000) è chiaro che implementare il VTL non è affatto semplice… su quale “testa” lo si aggiunge? Si utilizza un ulteriore appliance? Decisamente complicato e non in linea con lo scale-out che è perfetto per le soluzioni shared-based. Ma anche per le soluzioni scale-in si aggiunge un altro problema comune: aggiungere la funzione di VTL significa sicuramente aumentare la complessità perché serviranno altre interfacce (ad esempio nuove schede PCI-E per la fibra), sicuramente altro software, ma anche spazio da dedicare ai virtual tape (e in molte soluzioni questo spazio deve essere preallocato rendendo quindi la soluzione meno flessibile)… più complessità potrebbe alla fine significare un costo maggiore.

E il costo maggiore vi potrebbe essere pure dal lato del programma di backup: per avere più job contemporanei in una soluzione VTL (ad esempio per for eseguire un restore mentre è in corso un backup) servono più virtual drive… e questo per alcuni programmi significa una licenza in più da acquistare.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2904 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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