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Parlando di certificazioni in ambito IT, al di là del loro valore (sul quale varrebbe la pena spendere qualche riga in un post futuro), spesso mi viene chiesto di dare suggerimenti su quale certificazione si più adatta per una persona o quale sia la migliore… Domande che non hanno una risposta o almeno non una univoca ed oggettiva, visto che tanti fattori concorrono a definire la validità e la bontà di una certificazione.

Che certificazione scegliere?

A seconda delle proprie capacità (ma anche dalle proprie aspirazioni), dalla richiesta del mercato, dal grado di riconoscimento della certificazione stessa, da anno con anno e persino da una località geografica ad un’altra si può tentare di identificare una certificazione. Aggiungiamo però anche i budget di tempo e denaro purtroppo concorrono e possono spostare la scelta o almeno l’ordine delle possibili scelte.

Non vi sono però semplici criteri oggettivi per privilegiare una certificazione piuttosto che un’altra. La scelta più sensata potrebbe essere scegliere la certificazione in base al tipo di attività lavorativa o in base a quella più frequente.

Esistono tanti site con liste più o meno ordinati su quali siano le miglior certificazioni, ad esempio Escotal ogni anno redige una top 10 (2009, 2010, 2011 e 2012), che però sembra più orientata ai corsi erogati più che alla reale richiesta.

Qual è la migliore certificazione?

Domanda sicuramente intrigante, ma di difficile risposta svincolata da alcun contesto… Se si chiede in ambito virtualizzazione  o in ambito networking quale sia (al momento) la migliore certificazione, allora forse si potrebbe trovare una risposta condivisibile… ma in fondo sono due ambiti con un mercato fortemente polarizzato su un leader del mercato (VMware nel primo caso e Cisco nel secondo) e quindi è ovvio che il top delle certificazioni di quel vendor diventa il top.

Ma generalizzare a tutto l’IT non è semplice, benché si possano cercare alcuni possibili criteri:

  • Quanto è “robusto” l’esame: impedire che si ricorra a risposte già note è possibile, ma bisogna uscire dal banale schema delle domande a risposta multipla.
  • Quanto è difficile: quando tempo richiede per la preparazione (e quanti pre-requisiti), quanto è lungo l’esame, quanti esami sono necessari, …
  • Quanto è selettivo: ossia quanti ottengono la certificazione su quanti vi hanno provato (questi dati non sono mai ufficializzati, ma approssimativamente si conoscono).
  • Quanto è elettivo: quante persone certificate vi sono in tutto il mondo? Quante che non lavorano per quel vendor (nel caso di certificazioni legate ad un vendor)?

Purtroppo vi sono poi anche altri criteri che non dovrebbero concorre, ma, di fatto, incidono ugualmente rendendo certe certificazioni più complesse da ottenere di altre (non necessariamente migliori, solo più complicate): il costo di alcune certificazioni è a mio parere spropositato (ad esempio l’intero programma MCM di Microsoft ha un livello di costo troppo alto), quasi tutte le certificazioni di fascia alta sono solo in inglese (rendendo sicuramente più complicata la vita a chi non è madrelingua), quasi tutte sono ottenibili sono in pochi posti (per assurdo questo è un’ulteriore penalizzazione per chi non abita negli Stati Uniti o nel Regno Unito, visto che deve accollarsi costi di trasferte).

A inizio anno IT Certification Master ha provato ad individuare le migliori certificazioni, il risultato è disponibile nella pagina: Become a Legend – The Hardest IT Certifications to Get. In questo post la top-7, partendo dalla certificazione più difficile, è:

  1. Cisco Certified Architect (CCAr) – Probabilmente è anche la certificazione più costosa e sicuramente molto elettiva.
  2. Microsoft Certified Architect (MCA) Microsoft SQL Server 2008 – Altrettanto costosa (soprattutto per tutta la parte MCM), e decisamente troppo elettiva (se è vero che vi sono solo 6 persone, di cui 5 di Microsoft)
  3. Oracle Certified Master (OCM) DBA 11g – Il percorso di certificazione sembra semplice (soprattutto se confrontato con i primi due) e lineare, ma pare essere una certificazione difficile.
  4. Red Hat Certified Architect (RHCA) – Esattamente come il precedente il percorso è lineare e sembra “semplice” (bisogna solo passare degli esami pratici), ma non vuol dire che sia semplice.
  5. Cisco Certified Internetwork Expert (CCIE) Storage Networking – Sembra essere molto selettivo (si parla che solo il 25% riesca a passare l’esame finale) e più diventare abbastanza costoso (almeno una settimana di “mentor” è quasi obbligata se si vogliono avere possibilità di successo).
  6. VMware Certified Design Expert (VCDX) – Si potrebbe paragonare ad una certificazione Master o Architect per il mondo VMware (e comunque virtualizzazione in generale). Sicuramente è selettivo (benché non pubblicizzato il numero di persone che passa l’ultima fase è veramente basso) e relativamente elettivo (al momento vi sono meno di 70 persone).
  7. Certified Wireless Network Expert (CWNE).

La lista è sicuramente opinabile, ad esempio mancano completamente le certificazioni MCM o non sono citate quelle di Citrix o EMC, … Sui primi due posti potrei anche concordare (anche se per MCA non è detto che il livello SQL sia più complicato di Exchange o SharePoint) anche se forse il costo incide troppo, ma sugli altri ritengo che forse CCIE e VCDX potrebbero scavalcare RHCA e OCM.

Personalmente penso che una certificazione di “alto livello” non possa limitarsi su soli esami (benché magari pratici), ma deve avere anche una parte di progetto e discussione dello stesso (esattamente come accade nel VCDX). D’altra parte il valore vero di una certificazione è attribuito dal grado di approvazione e conoscenza della stessa, se è troppo elitaria e poco conosciuta rischia di perdere valore al di fuori dello specifico vendor. Se poi è lo stesso vendor che non ne gestisce la giusta “pubblicità” allora il problema aumenta (e questo capita abbastanza spesso in Italia, a prescindere dal vendor).

Ci sarebbe poi una questione di fondo ancora più articolata e che qua (per ragione di tempo e spazio) banalizzo in poche righe con un esempio: per un progetto di un edificio ci si aspetta (sia per legge, ma non solo) che il progetto sia redatto da un professionista (le cui credenziali possano in qualche modo essere verificate e comprovate)… per un progetto di un impianto informatico questo non accade (o assai di rado) neppure nei casi progetti compressi e critici… a quel punto a cosa servono le certificazioni? (ripeto che ho banalizzato, magari vedrò di approfondire l’argomento in un altro post).

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2903 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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