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Opvizor è uno strumento di monitoraggio di ambienti virtuali (al momento supporta solo ambienti vSphere) che può essere utilizzato per analizzare automaticamente l’ambiente, oltre che ad agire in modo pro-attivo, suggerendo soluzioni a problemi evidenziati e/o a possibili problemi futuri (ad esempio potenziali problemi di prestazioni).

Di fatto non si limita al puro monitoraggio, ma permette di:

  • Analyze: controlla e valida le configurazioni dell’ambiente individuando possibili errori o configurazioni non ottimali.
  • Solve: appoggiandosi a regole (più di 400) sviluppate a partire da best practice e casi d’uso, il sistema suggerisce le opportune modifiche.
  • Report: permette anche di documentare e dettagliare il proprio ambiente tramite opportuni report.

L’interfaccia è web oriented ed è molto semplice e pulita, basata su un concetto di ambiente “desktop-oriented”. Rispetto ad un prodotto come VMware vCenter Operation Manager, l’approccio è sicuramente più “tradizionale” e rivolto soprattutto a figure tecniche. Ma rimane comunque semplice, funzionale ed intuitivo.

Quello che però rende carattestico questo prodotto è l’essere cloud-oriented: di fatto è costituito da due parti, una on-premise è semplicemente un “collettore” di dati che poi li spedice alla parte on-the-cloud che è sia il motore di analisi che anche l’interfaccia con l’utente. Possiamo quindi considerarlo di fatto un prodotto di tipo SaaS (fatta salva la tariffazione che invece è per host).

L’architettura è molto simile a quella, per esempio, del VMware Capacity Planner e pure in questo caso vi sono particolari aspetti legati alla sicurezza dei dati. Maggiori dettagli sono sul sito opvizor, e soprattutto in un documento di prodotto estremamente dettagliato (dove sono anche esattamente spiegate le tecniche di anonimizzazione e su quali dati sono applicate).

L’altro aspetto interessante è che l’insieme di regole può essere modificato e, soprattutto, è sviluppato insieme alla comunità (c’è un programma beta particolare per partecipare).

A questo punto ci si può domandare a chi può interessare questa tipologia di prodotto? E soprattutto perché non altri prodotti di monitoraggio già esistenti da tempo. Realtà medio-piccole potrebbero trarre vantaggio, dato che, a parte il “collettore”, non vi sono altre parti on-site e soprattutto non vi sono risorse consumate. Un altro caso d’uso interessante potrebbero essere quelle aziende che esternalizzano alcuni servizi, come ad esempio la manutenzione (in questo scenario, un’interfaccia multi-tenant potrebbe essere un vero plus per chi invece offre servizi di manutenzione o gestione remota).

Per quanto riguarda i possibili sviluppi futuri del prodotto, vi dovrebbere essere sia il supporto a vCloud Director (al momento il collettore parla solo con il vCenter Server) e l’introduzione di specifiche regole a livello “applicativo”, in particolare regole per View e per alcuni applicativi.

Nei post successivi vedrò di commentare l’installazione e la configurazione del prodotto:

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2908 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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