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Avevo già scritto alcuni articoli riguardo Atlantis ILIO USX (ad esempio uno in occasione del Virtualization Field Day 3). Questo prodotto è di fatto una soluzione di storage in-memory completamente software-defined (e 100% software based) che permette di astrarre ed accelerare soluzioni di storage esistenti (sia SAN che NAS o DAS). Il prodotto è sicuramente interessante sia per implementazioni nuove, ma ancora di più per realtà esistenti, visto che può far “rivivere” soluzioni di storage già pre-esistenti.

Ora Atlantis Computing ha annunciato la nuova versione 2.0 del prodotto con interessanti funzionalità e spostando sempre di più l’attenzione da prodotto di accelerazione dello storage (come era in origine il prodotto Atlantis ILIO) a prodotto di storage vero e proprio sia per implementare una soluzione enterprise di software-defined storage, sia per creare un livello di astrazione (con nuove funzionalità) ad uno storage già pre-esistente.

Attualmente i casi d’uso tipici e naturali di questa soluzione sono:

  • Storage consolidation
  • Performance acceleration

Per chi già possiede una soluzione di storage, uno degli aspetti interessanti di questo prodotto (già nella sua prima versione) è la possibilità di estenderne il ciclo di vita tipicamente vincolato alla mancanza di spazio e/o prestazioni: con le funzionalità di accelerazione, di deduplica e di pool con altri storage è facilmente possibile superare questi limiti e “ringiovanire” lo storage esistente.

Atlantis-Save

Ovviamente un altro vincolo è anche il ciclo di vita e di supporto dello storage stesso: tipicamente dopo alcuni anni può esserne troppo costoso il mantenimento. Ma anche in questo caso Atlantis USX può tornare d’aiuto, visto che potrebbe utilizzare storage fuori manutenzione solo come pool di test o di archiviazione o di DR.

Un altro aspetto interessante di Atlantis USX è la possibilità di funzionare da strato di virtualizzazione dello storage, estendendo lo storage esistente (SAN/ NAS/ DAS/ Flash / Converged / Hyper-converged) con nuove funzionalità ed uniformando storage diversi:

Atlantis-USX-Platform

Questo permetterà ad esempio di rendere un qualunque storage esistente, compatibile con VMware VVOL (una delle nuove funzionalità della prossima major release di VMware vSphere) tramite l’utilizzo delle USX API.

O semplicemente integrandosi con soluzioni esistenti e diventandone il giusto complemento, come ad esempio può accadere con VMware Virtual SAN che non sono è compatibile (come qualunque altro storage) con USX, ma possono entrambi lavorare in sinergia reciproca.

Qualche giorno fa, ho avuto l’opportunità di parlare ancora Chetan Venkatesh, Chief Technology Officer di Atlantis Computing, e conoscere alcune delle nuove funzionalità (e possibili implicazioni) della nuova versione.

Partiamo dalle piattaforme supportate: al momento è ancora solo VMware vSphere, ma altri hypervisor saranno presto supportati (per Microsoft Hyper-V si parla di un possibile Q1 2015).

E veniamo invece alle novità che potrebbero divenire delle killer-application per la versione 2.0 del prodotto: la mobilità dei dati e il supporto a soluzioni di public cloud.

La prima potrebbe non semprare così innovativa: la funzione USX Teleport sarà di fatto una specie di vMotion (o meglio di Storage vMotion) direttamente a livello di storage con possibilità di migrare a caldo VM o singoli file VMDK tra diversi storage, ma anche tra diversi clusters, datacenter, o siti. I possibili utilizzi spaziano dalla migrazione di storage (ad esempio quando uno storage deve essere dismesso) a scenari di Disaster Recovery.

La seconda funzionalità (per però al momento sarà classificata come experimental) è quella di cloud gateway per permetterà sia di utilizzare soluzioni di storage con cloud provider pubblici, ma anche di implementare scenari di hybrid cloud (da notare che inizialmente sarà supportato solo Amazon S3, ma altri cloud provider saranno aggiunti, anche in base alle richieste degli utenti).

Atlantis-Hybrid-Cloud

La novità e che qua l’uso di un servizio di storage offerto da un public cloud provider non viene utilizzato solo come dispositivo di backup o archiviazione o vaulting, ma può essere impiegato (in virtù delle funzionalità offerte da USX, in primis quelle di accelerazione dello storage) come storage primario. Sono persino possibili scenari di cloud ibrido dove la parte pubblica funziona come storage di HA di quella primaria. Al crescere della banda (e della qualità delle linee di comunicazione, soprattutto in Italia), questo tipo di scenari potrebbero diventare sempre meno futuristici e sempre più convenienti.

Abbinando poi questa funzione a quella del USX Teleport è chiaro che si più avere la massima libertà di dove salvare i propri dati.

In conclusione si può dire (o almeno ipotizzare) che questa nuova versione darà uno scossone al mondo dello storage? Il mondo dello storage è già in fermento, ma ancora è troppo legato (almeno in Italia) al mondo dello storage tradizionale.

Uno dei possibili limiti di una soluzione come questa è il fatto che sia full-software (o, da un altro punto di vista solo software based). Paradossalmente è anche uno dei punti di forza, ma in un mondo “conservativo” si tendono a privilegiare soluzioni complete invece che soluzioni “da assemblare”.

E lo si vede nel mondo dello storage: anche se moltissimi potrebbero essere solo basati su software (non tutti visto che comunque esiste una minoranza che è strettamente legata all’hardware sottostante), la realtà è che molti compongono una soluzione completa con tanto di appliance (che poi altro non sono che dei comuni server) già pre-installati, pre-testati, pre-validati, ecc. Si risparmiano ad esempio grattacapi legati alla compatibilità o al dimensionamento, ma soprattutto si ha un’unica azienda che possa fornire il supporto per tutto lo stack (almeno quello di storage).

Come detto per Atlantis USX (e qualunque altra soluzione 100% software) può essere un potenziale limite. Superabile comunque con buone partnership di rivendita OEM (ad esempio ne era stata siglata una con Dell alcuni mesi fa, ma ne esistono con molti altri vendor) o la collaborazione nella definizione di bundle molti-prodotto, come ad esempio il bundle siglato con VMware che include Horizon, Virtual VSAN e Atlantis USX.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2906 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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