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La vision di VMware in questi ultimi anni è sicuramente stata chiara e tutto attorno ai tre pilastri fondamentali: SDDC (Software Defined Datacenter), Hybrid Cloud e EUC (End User Computing). I concetti sono stati ribaditi anche nell’ultima presentazione, con una grande enfasi sull’idea di una piattaforma per un’unico cloud per tutte le applicazioni.

Al fine di offrire un vero e proprio Software Defined DataCenter, VMware ha sviluppato una strategia di cloud IaaS, sia in termini di gestione, ma poi anche in termini di servizi offerti. Ma non solo, si è spinta in ambito rete e store con delle sue proposizioni per SDN e SDS, il tutto con un approccio VM centrico e governato da policy. Se VMware NSX è la proposta per quanto riguarda la parte di SDN, quale è la proposta per quanto riguarda SDS?

La visione Software Defined Storage (SDS) di VMware si è finalmente completata con vSphere 6.0 ed è composta da due soluzioni complementari:

  • Virtual SAN (introdotta già nella versione vSphere 5.5 U1) per sistemi iper-convergenti
  • Virtual Volumes (o VVols) per soluzioni di storage “tradizionale”

VMware-SDS

“I clienti ci hanno chiesto un approccio allo storage semplice, efficiente e cloud-aware,” ha commentato Raghu Raghuram, Executive Vice President e General Manager Software-Defined Data Center Division di VMware. “VMware Virtual SAN 6 e VMware vSphere Virtual Volumes offriranno proprio questo e rappresentano la prossima fase della nostra strategia per il Software-Defined Storage.”

Sia VSAN che vVols sono due tecnologie VMware, ma la prima determina anche una soluzione completa di storage e computing, secondo un modello di storage iper-convergente, realizzabile secondo diversi modelli:

VMware-VSAN

In ogni caso l’hardware non viene fornito da VMware (neppure nel caso di EVO:RAIL o EVO:RACK).

Per i Virtual Volumes la parte di storage rimane a cura di uno storage vendor, che dovrà solo fornire la compatibilità con questa nuova funzione.

VMware vSphere Virtual Volumes ha ricevuto un forte supporto dall’ecosistema VMware per lo storage. VMware ha lavorato a stretto contatto con 5 partner – Dell, EMC, HP, IBM and NetApp – per definire questa tecnologia. Il primo set di prodotti storage VMware vSphere Virtual Volumes-enabled sarà disponibile nella prima metà del 2015 e verrà offerta da Atlantis Computing, Dell, Fujitsu, HP, Hitachi Data Systems, IBM, NetApp, NexGen Storage, Pure Storage, Symantec e Tintri.

In totale, ad oggi, sono 29 i partner storage coinvolti nel programma, compresi CommVault, Nimble Storage e SolidFire.

Ma nell’ecosistema si possono anche trovare soluzioni molto verticali pensate per coprire alcune necessità particolari. Si veda, ad esempio:

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2794 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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