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Dopo la build di Windows Server 2016 Technical Preview 2 è ora il turno di una nuova build rilasciata giusto qualche giorno fa: Windows Server 2016 Technical Preview 3 come pure  System Center 2016 Technical Preview 3 (confermando la strategia di unificare ad allineare il rilascio dei due prodotti).

Anche se il sistema operativo client (Windows 10) è disponibile già da varie settimane, il sistema operativo server non è ancora definitivo (da questa versione si torna ad avere il sistema operativo server rilasciato successivamente a quello client), ma questa potrebbe essere l’ultima build.

Nonostante questo vi sono varie novità interessanti in Windows Server 2016:

  • Windows Container: come già discusso i container sono ambienti isolati e portatibili, funzionalmente simili a delle macchine virtuali, ma con una minor astrazione (il kernel del sistema operativo, come pure parte delle librerie è condiviso tra tutti i container). Ora è finalmente possibile provarli, sia su Microsoft Azure (già disponibile nel catalogo) o su ambienti con Windows Server Core 2016 TP3 (notare che si parla di Server Core e non Nano Server).
    Per maggiori informazioni è possibile partire da questa risorsa (in inglese): Containers: Docker, Windows and Trends.
  • Nano Server: introdotto nella TP2, è un’installazione diversa (un po’ come era la Server Core in 2008 e 2008 R2) pensato per server fisici o macchine virtuali, oppure su Azure VM. Da un punto di vista applicativo un Nano Server ora può eseguire applicazioni ASP.Net v5 che utilizzino CoreCLR.
  • Software-defined Networking: già presente come ruolo nelle prime build, ma finalmente implementato nella TP3. Di fatto l’interpretazione all’SDN di Microsoft con un network controller scalabiler che include L4 load balancer, gateway per connettività ibrida e funzioni di network underlying per permettere la convergenza del traffico RDMA con traffico tenant.

Vi sono poi varie risorse in inglese che riepilogano le varie novità (non necessariamente solo della TP3) nei vari ruoli e feature di Windows Server:

A livello di Hyper-V vi sono importanti novità nel cluster (anche se in realtà si applicano a qualunque servizio gestito dal Fail-Over Cluster):

  • Workgroup and Multi-domain clusters in Windows Server 2016: finalmente la possibilità di creare un Failover Cluster SENZA la dipendenza di Active Directory. Proveniendo dal mondo VMware sembrerà una banalità, ma è un passo significativo (iniziato in vari step dove la dipendenza è stata via via minimizzata) e tra l’altro permette combinazioni anche con più AD (in casi più complessi). Abbinata poi alla possibilità di avere cluster con versioni di Hyper-V (o Windows Server) diversi (limitato però solo a 2012 R2 e 2016) è ancora più interessante (soprattutto in ottica aggiornamenti).
  • Site-aware Failover Clusters in Windows Server 2016: tecnicamente era già possibile realizzare configurazioni chiamate metro-cluster o stretched cluster, ma ora il cluster diventa aware (ossia conscio) della locazione fisica (site). Questa è una grande novità (che paradossalmente manca ancora ad un cluster VMware, almeno per la parte di HA e FT) che combinata con la nuova opzione di cloud withness del cluster di rende molto interessante (una risorsa cloud su Azure sarebbe il “quorum” perfetto per una configurazione metro-cluster.

Naturamente, per quanto riguarda le funzioni della TP3 (come pure delle funzioni delle versioni precedenti) stiamo comunque parlando di funzionalità presenti in una pre-released del software, nella versione finale alcune potrebbero essere cambiate o rimosse (o aggiunte).

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Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2904 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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