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VMware vSphere 6.5 Update 1 è stato rilasciato il 27 luglio 2017 con numerosi miglioramenti, bug fix, ma anche alcuni importanti cambiamenti, come ad esempio nei numeri massimi (for i vCenter in linked-mode) e nel tipo di licenza.

In particolare, l’edizione Foundation del vCenter Server ora potrà gestire fino a 4 nodi ESXi (Standard o Enterprise Plus), rispetto ai precedenti 3.

Può sembrare un cambiamento minimo e poco significativo. Ma prima di tutto dimostra come VMware sia attenta ai feedback dei propri clienti (pare che questa modifica sia nata proprio dalle richieste dei clienti della fascia SMB).

Dall’altra parte apre gli scenari a nuove possiblità che prima non erano immaginabili e, per alcune aziende, potrebbe far scegliere di non optare più per il bundle Essential Plus (che continua ad essere limitato ad un massimo di 3 nodi), ma andare sulla combinazione di vCenter Foundation e ESXi Standard (magari su host con singole CPU, per ridurre il divario di questa soluzione rispetto al bundle Essential Plus).

Ma cosa si potrebbe fare con 4 nodi invece che 3 nodi? Ecco un esempio di alcune possibili soluzioni che prima erano impraticabili per il mondo SMB (o PMI come dovremmo dire in Italia):

  • vSAN cluster: benché tecnicamente bastano un minimo di 3 nodi, se si vuole avere un minimo di flessibilità (e una migliore resilienza), è meglio partire da 4 nodi. Per molte PMI potrebbero bastare (rimane il problema della licenza vSAN che a mio parere è troppo alta per le PMI italiane).
  • vSAN 2 nodes cluster: premetto che questa soluzione è nata esclusivamente per gli scenari ROBO (uffici remoti), ma perché non usarla per una singola realtà? Un cluster vSAN con due host (magari collegati direttamente per il traffico vSAN), un terzo host che ospiti vCenter e il witness, che a sua volta deve essere visibile all’interno del vCenter… esattamente 4 nodi ESXi!
  • Production and DR cluster: anche qua era possible con soli 3 nodi, ma ovviamente limitato alla configurazione 2+1. In questo caso diventa più flessibile. Notare anche che prodotti di replica di terze parti (ad esempio Veeam) potrebbero non richiedere che i nodi di produzione e DR siano gestiti dallo stesso vCenter.
  • Scale out invece di scale in: prima era sicuramente limitato e ci si spingeva (nelle PMI) più verso un scale in (o scale up), spesso con soli due nodi carrozzati… ora però si possono anche considerare 4 nodi (magari monoprocessore, in modo che le licenze di ESXi incidano quanto per una configurazione a 2 host biprocessore).

Potrebbe essere possibile anche una vSAN stretched cluster? Forse non è proprio da PMI… ma ora potrebbe diventare un’opzione, usando 2+2 nodi. Purtroppo lato ESXi per avere il metro cluster serve la licenza Enterprise Plus (in realtà serve più che altro per avere una latenza maggiore sul vMotion, che potrebbe non essere necessaria). Ovviamente bisogna prevedere dove mettere il nodo di witness, ma potrebbe essere ospitato su un host con licenza free, oppure una risorsa cloud. Ma il problema è come gestirlo all’interno di vCenter, visto che per configurare lo stretched cluster di vSAN il witness e i nodi devono essere gestiti dallo stesso vCenter.

Notare che rimane il limite che la edizione Essential del vCenter può gestire solo 3 nodi, e che le edizioni degli ESXi Essential o Essential Plus possono essere gestiti solo dal vCenter Essential (una volta era una limitazione formale prevista dalla licenza d’uso, ma dalla versione 5.x è diventata anche una restrizione tecnica.).

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2512 Posts)

Virtualization & Cloud Architect. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert (2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015). PernixPro 2014. Dell TechCenter Rockstar 2014. MVP 2014. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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