Browsing Posts published by Andrea Mauro

Uno dei vari motivi per cui non riesco a scrivere come vorrei in questo blog è che sto lavorando su un progetto con una scadenza ben precisa; inevitabilmente mi assorbe tutto il tempo libero, che già prima non abbondava.

Il progetto in questione è un libro su VMware vSphere 6.5, ambizioso visto che si tratta di un “Mastering”, ma questa era la proposta editoriale che avevo ricevuto: titolo e indice dei contenuti non erano negoziabili.

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A causa dell’ultimo aggiornamento di Adobe Flash con versione 27.0.0.170 (purtroppo l’aggiornamento è già stato incluso anche in Microsoft Updatem quindi disattivare l’aggiornamento automatico di Flash potrebbe non bastare), il vSphere Web Client (per intenderci il client basato su Flash) non è più utilizzabile, su nessun browser. Considerando che al momento è l’unico client grafico in grado di gestire in modo completo vSphere 6.5 (il client HTML5 ha ancora troppi limiti) è una grande seccatura.

Se usate Chrome o Firefox vi accorgerete facilmente che il plugin di Flash non viene caricato, con Internet Explorer il browser si chiude brutalmente con un messaggio di errore molto generico.

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VeeamON è il grande evento mondiale di Veeam e attualmente è giunto alla terza edizione (vedi il report dell’ultima), ma finora si svolto sempre e solo negli Stati Uniti. Invece, il il VeeamON Tour è un’evento più piccolo (un solo giorno) ma itinerante nelle principali città del mondo.

Ma non solo, come accaduto l’anno scorso, il 5 dicembre si svolgerà un evento speciale VeeamON Tour Virtual: direttamente on-line con il tema sul futuro dell’Availability.

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A livello italiano segnalo:

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Dopo un periodo in technical preview period e dopo l’annuncio ufficiale, ora sia VMware Workstation 14 che Fusion 10 sono disponibili per il download.

Buona notizia, visto che solo un anno fa si temeva sul futuro di questi prodotti a causa di alcune dipartite nei rispettivi team di sviluppo di prodotto.

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In un’infrastruttura basata su VMware vSphere il concetto di compatibilità si applica normalmente alle macchine virtuali in relazione a quale versione minima di vSphere richiedono per il loro funzionamento.

Il livello è definito dalla versione di virtual hardware (che dal punto di vista numerico segue le numerazioni di VMware Workstation): quando si crea una nuova macchina virtuale il livello di default dipende da diversi fattori, quali la versione di vSphere utilizzata, il tipo di client (ad esempio il vecchio vSphere Client per Windows non chiede la versione, nel wizard di default), ma anche da come è stato configurato il cluster.

Usando il vSphere Web Client (quello basato su Flash) o il nuovo vSphere Client in HTML5 è possibile specificare la versione di default.

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Ora che anche il VMworld EU 2017 si è concluso, è possibile trarre le conclusioni di entrambi gli eventi e vedere se vi sono state veramente delle novità rispetto al VMworld US 2017.

Partiamo subito dalle general session che purtroppo si sono rivelate troppo simili a quelle americane… del resto era prevedibile avendo anticipato l’edizione europea ad appena due settimane dopo quella americana. Per fortuna l’anno prossimo questo problema sarà minimizzato visto che il VMworld EU 2018 sarà nuovamente spostato, in questo caso ad inizio Novembre. Personalmente avrei preferito Febbraio (come accadeva alle edizioni europee di Cannes), ma è sempre meglio di nulla.

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A partire da VMware vSphere 6.0, la nuova componente del vCenter chiamata PSC (Platform Service Controller) comprende oltre alla parte di SSO (introdotta per la prima volta in vSphere 5.1) anche alcune funzionalità, tra le quali una vera e propria CA (Certification Authority) per la gestione automatica dei gestificati, che da self-signed, passano ad essere gestiti tramite la CA della PSC (purtroppo questo non vale per tutti i prodotti VMware, o almeno non ancora).

Questo semplifica di molto la gestione dei certificati, con funzonalità quali l’aggiornamento automatico, la sostituzione di quelli self-signed tramite auto-enrollment, il tutto nell’ottica di rendere più sicure le comunicazioni tra i vari elementi di vSphere.

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A livello italiano segnalo:

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Sono calate le luci dell’edizione americana del VMworld 2017 ed è finalmente possibile trarne alcune conclusioni finali. Ci sono state novità rilevanti rispetto all’anno scorso? Ovviamente le novità ci sono ma vediamo di capire quanto siano o meno importanti.

Anche questa volta Michael Dell era presente, durante la prima keynote del secondo giorno), fianco a fianco a Pat Gelsinger a dimostrazione che Dell Technologies è lì… una figura forse più ingombrante di quanto fosse EMC (quando era proprietaria di VMware), ma anche a rassicurare che VMware ha ancora la sua autonomia.

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Un anno fa, VMware ha avviato dei nuovi (sotto)programmi vExpert su differenti tecnologie specifiche. Uno di questi è il vExpert vSAN e ho avuto la fortuna di far parte della prima lista di vExpert VSAN 2016.

Ora la lista dei vExperts vSAN è stata aggiornata al 2017.

The program is build upon the vExpert program. To apply you must be a current vExpert as well as evangelizing VMware Virtual SAN. There will be an application once per year for each of the sub-programs.

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