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Questo è un articolo realizzato per il blog di StarWind con l’obiettivo di fornire idee e spunti per valutare se aggiornare a vSphere 6.5 o meno. Per la versione in inglese, vedere il post originale. VMware vSphere 6.5 è, al momento, l’ultima versione della soluzione di virtualizzazione server di VMware, ma la nuova versione (che potrebbe essere una “minor release”) è già testabile che vuole partecipare alla beta pubblica (per chi è interessato c’è la pagina di registrazione: https://secure.vmware.com/43478_vSphere_Beta_Reg).

La domanda sembrerà banale, o quanto meno lo dovrebbe essere essere la risposta. Per togliere una VM da una vApp di vSphere basterebbe trascinarla fuori utilizzando il vSphere Web Client. Ma qua nascono le sorprese: sembra che il vSphere Web Client abbia alcuni bug in vSphere 6.5 (dove dovrebbe essere il client GUI primario o almeno quello più completo, come descritto nel post relativo ai diversi client in vSphere 6.5). Purtroppo sulle vApp non si comporta come dovrebbe ed in questo caso la colpa non dovrebbe di Flash (come successo qualche mese fa con il Flash bugs). Se state utilizzando le vSphere vApp (funzionalità che richiede un cluster […]

Nel corso della sua lunga storia, VMware vSphere ha avuto tanti client diversi. A partire da primi client web per l’host (in ESX 2.x), per passare ai client “thick” per sistemi Windows (lo storico C# vSphere Client), fino a tornare ai client web. Ovviamente stiamo parlando dei client grafici, visto che invece la linea di comando ha sì avuto evoluzioni, ma è ben più stabile nel corso del tempo (ad esempio se guardiamo PowerCLI). Ad oggi il client considerato “completo” è il vSphere Web Client (a partire dalla versione 5.1 le nuove funzionalità sono state […]

Qualche mese fa avevo segnalato un possibile (e grave) problema di vSphere 6.5 se utilizzato con schede a 10 Gbps (e molti oramai lo utilizzano con schede a 10 Gbps) con rischio di PSOD (Purple Screen Of the Death). The VMware KB 2151749 descrive questo problema come possibile solo a seguito di un aggiornamento a vSphere 6.5. Ma in realtà il problema sembra presentarsi anche dopo l’aggiornamento in modo randomico (benché a me non fosse ancora capitato).

Come scritto in un post precedente, alcuni mesi fa, ho iniziato un progetto (che da lungo tempo stentava a partire) di realizzazione di un libro su VMware vSphere. Il lavoro è stato completato e finalmente è disponibile al pubblico. Il libro Mastering VMware vSphere 6.5 è in vendita da una settimana sul sito Packt e anche su Amazon (benché in alcuni siti localizzati la descrizione del libro sia totalmente errata).

Uno dei vari motivi per cui non riesco a scrivere come vorrei in questo blog è che sto lavorando su un progetto con una scadenza ben precisa; inevitabilmente mi assorbe tutto il tempo libero, che già prima non abbondava. Il progetto in questione è un libro su VMware vSphere 6.5, ambizioso visto che si tratta di un “Mastering”, ma questa era la proposta editoriale che avevo ricevuto: titolo e indice dei contenuti non erano negoziabili.

In un’infrastruttura basata su VMware vSphere il concetto di compatibilità si applica normalmente alle macchine virtuali in relazione a quale versione minima di vSphere richiedono per il loro funzionamento. Il livello è definito dalla versione di virtual hardware (che dal punto di vista numerico segue le numerazioni di VMware Workstation): quando si crea una nuova macchina virtuale il livello di default dipende da diversi fattori, quali la versione di vSphere utilizzata, il tipo di client (ad esempio il vecchio vSphere Client per Windows non chiede la versione, nel wizard di default), ma anche da come è stato […]

A partire da VMware vSphere 6.0, la nuova componente del vCenter chiamata PSC (Platform Service Controller) comprende oltre alla parte di SSO (introdotta per la prima volta in vSphere 5.1) anche alcune funzionalità, tra le quali una vera e propria CA (Certification Authority) per la gestione automatica dei gestificati, che da self-signed, passano ad essere gestiti tramite la CA della PSC (purtroppo questo non vale per tutti i prodotti VMware, o almeno non ancora). Questo semplifica di molto la gestione dei certificati, con funzonalità quali l’aggiornamento automatico, la sostituzione di quelli self-signed tramite auto-enrollment, il […]

Quando si parla di IPv6, molti sistemisti si limitano a disabilitare questo protocollo, per tutta una serie di ragioni, spesso storiche, tra le quali possiamo annoverare: IPv6 potrebbe causare problemi in rete o sull’host (una volta forse), meglio applicare il principio del minimo privilegio e disattivare tutto quello che non mi serve (effettivamente se non utilizzo un protocollo di rete perché mai lo dovrei tenere attivo?), semplicamente per pulizia e per non vedere quegli indirizzi incomprensibili (qua è più una questione di abitudine, forse). Già sui sistemi Linux e Windows recenti tentare di togliere l’IPv6 […]

VMware vSphere 6.5 Update 1 è stato rilasciato il 27 luglio 2017 con numerosi miglioramenti, bug fix, ma anche alcuni importanti cambiamenti, come ad esempio nei numeri massimi (for i vCenter in linked-mode) e nel tipo di licenza. In particolare, l’edizione Foundation del vCenter Server ora potrà gestire fino a 4 nodi ESXi (Standard o Enterprise Plus), rispetto ai precedenti 3.

VMware ha annunciato il termine del supporto agli switch virtuali di di terze parti, avviato fin dalla versione 4.0 di vSphere, ma mai largamente adottato (se non per alcuni casi di utilizzo del Nexus 1000v). Le VMware vSphere APIs usate dagli switch virtuali di terze parti funzioneranno solo fino alla versione 6.5 Update 1 di VMware vSphere. Dopo non saranno più utilizzabili ed i virtual switch di terze parti non potranno più funzionare. In realtà è già da tempo che VMware ha avvisato i propri clienti di migrare da switch virtuali di terze parti ai […]

In VMware vSphere uno dei limiti storici è stato (per tanti anni) quello della dimensione di un singolo disco virtuale VMDK che non poteva eccedere i 2 TB circa (per la precisione i 2 TB – 512 B). In realtà la vera dimensione “usabile” era persino meno, per poter permettere la creazione di snapshot e dipendeva dalla dimensione del blocco (importante in VMFS3 o in VMFS5 se aggiornato dalla 3). Per maggiori informazioni si rimanda all’articolo Veeam KB 1091. A partire da vSphere 5.5 è stato finalmente possibile avere dischi virtuali grandi fino a 62 […]

Dopo l’annuncio ufficiale all’ultimo VMworld Europeo, finalmente VMware vSphere 6.5 è in GA e disponibile per il download. Molte delle novità sono già state discusse a partire dal nuovo Web client, il nuovo vCenter, le nuove funzioni di disponibilità, la VSAN 6.5, le novità sulla sicurezza e ovviamente la maggior scalabilità. Per maggiori informazioni (in italiano) partecipa all’esclusivo e innovativo evento digitale VMware per ripercorrere le più importanti novità e gli annunci del VMworld 2016 segui il LIVE Streaming dagli Studi TV RAI oppure partecipando in prima persona.

VMware ha da poco annunciato due importanti novità sui client per vSphere, sia per il vecchio client Windows sia per quello Web: il client legacy basato su C# ed eseguibile solo su sistemi Windows non sarà più disponibile dalla prossima versione di vSphere (finalmente, visto che il cliente era persino più grosso di ESXi). Le versioni 5.5 e 6.0 non saranno affette il cliente web basato su Adobe Flash sarà presto sostituito (finalmente) da un client web totalmente HTML5 (al momento già disponibile come Fling).

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