Ora che anche il VMworld EU 2017 si è concluso, è possibile trarre le conclusioni di entrambi gli eventi e vedere se vi sono state veramente delle novità rispetto al VMworld US 2017.

Partiamo subito dalle general session che purtroppo si sono rivelate troppo simili a quelle americane… del resto era prevedibile avendo anticipato l’edizione europea ad appena due settimane dopo quella americana. Per fortuna l’anno prossimo questo problema sarà minimizzato visto che il VMworld EU 2018 sarà nuovamente spostato, in questo caso ad inizio Novembre. Personalmente avrei preferito Febbraio (come accadeva alle edizioni europee di Cannes), ma è sempre meglio di nulla.

continue reading…

A partire da VMware vSphere 6.0, la nuova componente del vCenter chiamata PSC (Platform Service Controller) comprende oltre alla parte di SSO (introdotta per la prima volta in vSphere 5.1) anche alcune funzionalità, tra le quali una vera e propria CA (Certification Authority) per la gestione automatica dei gestificati, che da self-signed, passano ad essere gestiti tramite la CA della PSC (purtroppo questo non vale per tutti i prodotti VMware, o almeno non ancora).

Questo semplifica di molto la gestione dei certificati, con funzonalità quali l’aggiornamento automatico, la sostituzione di quelli self-signed tramite auto-enrollment, il tutto nell’ottica di rendere più sicure le comunicazioni tra i vari elementi di vSphere.

continue reading…

A livello italiano segnalo:

continue reading…

Sono calate le luci dell’edizione americana del VMworld 2017 ed è finalmente possibile trarne alcune conclusioni finali. Ci sono state novità rilevanti rispetto all’anno scorso? Ovviamente le novità ci sono ma vediamo di capire quanto siano o meno importanti.

Anche questa volta Michael Dell era presente, durante la prima keynote del secondo giorno), fianco a fianco a Pat Gelsinger a dimostrazione che Dell Technologies è lì… una figura forse più ingombrante di quanto fosse EMC (quando era proprietaria di VMware), ma anche a rassicurare che VMware ha ancora la sua autonomia.

continue reading…

Un anno fa, VMware ha avviato dei nuovi (sotto)programmi vExpert su differenti tecnologie specifiche. Uno di questi è il vExpert vSAN e ho avuto la fortuna di far parte della prima lista di vExpert VSAN 2016.

Ora la lista dei vExperts vSAN è stata aggiornata al 2017.

The program is build upon the vExpert program. To apply you must be a current vExpert as well as evangelizing VMware Virtual SAN. There will be an application once per year for each of the sub-programs.

continue reading…

Un anno fa, VMware ha avviato dei nuovi (sotto)programmi vExpert su differenti tecnologie specifiche. Uno di questi è il vExpert NSX e ho avuto la fortuna di far parte della prima lista di vExpert NSX 2016.

Ora la lista è stata aggiornata con i vExperts NSX 2017.

Per partecipare al programma bisogna prima essere un vExpert oltre che ovviamente a contribuire nel specifico settore VMware NSX. Vi sarà un’application per ogni anno in ogni sotto-programma.

continue reading…

Quando Ravello System era un’azienda indipendente, avevo scritto vari articoli sulla loro particolare soluzione in grado di eseguire sistemi virtualizzati su cloud pubblici, tipicamente per finalità di laboratorio o test o demo.

Quando però sono stati acquisiti da Oracle (personalmente speravo venissero acquisiti da VMware, in modo da estendere il cloud ibrido a piattaforme non necessariamente basate su vCloud) ho temuto per il futuro dell’azienda (basti pensare a cosa è successo a Virtual Iron o Sun).

A quanto pare però, Oracle ha intenzione di usare Ravello come base per implementare la propria soluzione di cloud “Next Generation” con la promessa di offrire il “Best Cloud for Enterprise”.

continue reading…

Quando si parla di IPv6, molti sistemisti si limitano a disabilitare questo protocollo, per tutta una serie di ragioni, spesso storiche, tra le quali possiamo annoverare: IPv6 potrebbe causare problemi in rete o sull’host (una volta forse), meglio applicare il principio del minimo privilegio e disattivare tutto quello che non mi serve (effettivamente se non utilizzo un protocollo di rete perché mai lo dovrei tenere attivo?), semplicamente per pulizia e per non vedere quegli indirizzi incomprensibili (qua è più una questione di abitudine, forse).

Già sui sistemi Linux e Windows recenti tentare di togliere l’IPv6 può risultare ostico e gli indirizzi e lo stesso stack di rete in realtà rimangono.

continue reading…

VMware vSphere 6.5 Update 1 è stato rilasciato il 27 luglio 2017 con numerosi miglioramenti, bug fix, ma anche alcuni importanti cambiamenti, come ad esempio nei numeri massimi (for i vCenter in linked-mode) e nel tipo di licenza.

In particolare, l’edizione Foundation del vCenter Server ora potrà gestire fino a 4 nodi ESXi (Standard o Enterprise Plus), rispetto ai precedenti 3.

continue reading…

Red Hat acquisisce gli asset di Permabit, azienda che fornisce software di data deduplication, data compression e thin provisioning.

Con l’aggiunta delle funzionalità di deduplicazione e compressione dei dati di Permalink alla principale piattaforma enterprise Linux del mercato, Red Hat Enterprise Linux, Red Hat sarà in grado di consentire una migliore digital transformation grazie a opzioni storage più efficienti.

continue reading…

Sapere quanti VCP e/o VCAP ci sono nel mondo non è così semplice, o almeno non è così semplice come per i VCDX. Per quest’ultimi esiste la VCDX directory, che permette di risalire facilmente ad ogni persona certificata, ma per i VCP e VCAP(/VCIX) non esiste un simile elenco.

All’inizio era abbastanza semplice, poiché per ogni persona certificata VCP, VCAP (e anche VCDX) esistema un numero seriale e progressivo che identificava univocamente il candidato. Ma da un po’ di tempo (vedere il nuovo VMware-ID) il numero non è più progressivo (rimane per i soli VCDX).

continue reading…

© 2017 © 2013 vInfrastructure Blog | Hosted by Assyrus