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Durante il recente vForum di Milano (il 14 maggio 2013), VMware ha annunciato i risultati di una recente ricerca (condotta da Vanson Bourne e commissionata da VMware) sull’uso nel cloud pubblico in Europa ed in particolare in Italia.

La ricerca è stata condotta (tra marzo e aprile 2013) su un campione di 1,500 IT decision maker e 3,000 office worker, in aziende da 100 a più di 5,000 dipendenti, in UK, Francia, Germania, Olanda, Italia e i paesi scandinavi (Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia).

I risultati della ricerca sono alquanto interessanti visto che svela che due terzi (66%) dei dipendenti italiani userebbero o acquisterebbero servizi e prodotti cloud senza un’autorizzazione ufficiale da parte dell’IT e che metà di loro (49%) lo ha già fatto. L’Italia ha la percentuale più alta in Europa, dove invece il 45% userebbe servizi cloud “clandestini” e il 36% li usa già. Peccato che in questa indagine manchino paesi come Spagna e Grecia, per capire se il tipo di posizionamento dell’Italia era anche riflesso della situazione economica esistente.

Dimostra inoltre che il 37% dei Responsabili IT in Europa sospetta che le persone all’interno dell’azienda abbiano acquistato servizi cloud senza autorizzazione. In Italia la percentuale raggiunge il 43%. Tuttavia, la ricerca VMware indica che questo trend non è percepito come negativo, anzi molte aziende riconoscono che questa spesa – una media di 1,6 milioni di euro per ogni organizzazione in Europa nel 2012 – può portare benefici al business.

La maggior parte dei decision maker (72% in Europa, 78% in Italia) che sospetta che in azienda si faccia uso di cloud non autorizzato pensa che questo sia vantaggioso: circa uno su due in Europa (51%) e il 43% in Italia hanno dichiarato che aiuta il business a rispondere più rapidamente alle richieste dei clienti e circa un terzo (31% in Europa, 24% in Italia) che consente all’azienda di migliorare la crescita e lo sviluppo. Tuttavia, in Italia, il 54% degli intervistati pensa che il cloud nascosto incrementi le minacce alla sicurezza, creando un conflitto fra la domanda crescente di flessibilità da parte dell’IT e la necessità di mantenere il controllo e ridurre il carico di gestione.

Quasi un terzo (23%) dei dipendenti in Europa ha scaricato e pagato per prodotti cloud e ha dichiarato di aver speso circa 2.270€. Il 14% ha sborsato più di 5.000€ ciascuno nel 2012. L’Italia, la Germania e i Paesi Bassi sono stati i più spendaccioni: il 22% degli italiani ha speso più di 5.000€, seguito dal 19% degli olandesi e il 17% dei tedeschi. In Italia, i responsabili IT hanno stimato che l’equivalente del 20% del budget IT è stato speso in servizi e prodotti cloud non autorizzati nel 2012, più di 2 milioni di euro, la cifra più alta in Europa.

La ricerca ha evidenziato perché e come i dipendenti italiani scavalcano il protocollo IT (“denunciandone” di fatto l’inerzia e l’incapacità di essere propositivo sulle nuove tecnologie). Le motivazioni degli intervistati vanno dal mantenere la competitività lanciando una nuova offerta di prodotti e servizi (18%) al trovare modi di lavorare più efficienti e veloci (30%). Molti (69%) pagano questa spesa per il cloud nascosto con il budget della Divisione (25%), la imputano come una spesa (49%) o pagano con carta di credito aziendale (36%).

La ricerca rivela che i responsabili IT italiani stavano già pianificando di implementare quei servizi o applicazioni cloud in ogni caso (31%). Sembrerebbe quindi esserci una possibilità per un allineamento fra le business unit e il dipartimento IT, dando ascolto alle richieste dei dipendenti per dar forma alla futura strategia IT (bisogna capire però se questo allineamento sia veramente possibile o se l’IT reagisce troppo lentamente rispetto alle necessità).

I responsabili IT ritengono che le aree che più di tutte scelgono di utilizzare cloud non autorizzati sono:

  1. Marketing/Pubblicità/Comunicazione (43% in Europa, 31% in Italia)
  2. Vendite (33% in Europa, 20% in Italia)
  3. Ricerca e Sviluppo (31% in Europa, 43% in Italia)
  4. Finance (23% in Europa, 22% in Italia)

I cinque prodotti e servizi più utilizzati in azienda (pagati o gratis) senza autorizzazione dell’IT sono:

  1. Servizi di condivisione di dati e file (55% in Europa, 60% in Italia)
  2. Servizi Email Cloud (47% in Europa, 46% in Italia)
  3. Instant messaging (44% in Europa, 53% in Italia)
  4. Video conferencing (37% in Europa, 42% in Italia)
  5. Social network professionali (22% in Europa, 23% in Italia)

In questi si nota che mancano servizi come quelli di tipo IaaS, informazione che potrebbe essere interessante.

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Andrea Mauro

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-20 and vExpert Pro. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-19. Nutanix NTC 2014-20. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.