Veeam ha da poco rilasciato al pubblico l’Update 2 per Veeam Backup & Replication 9.5 che include diverse fix, miglioramenti, ma anche nuove funzionalità.

Tra le novità più importanti troviamo:

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Dopo un periodo di beta, è da poco disponibile in GA la versione 2.0 di Veeam Agent for Windows, la soluzione di backup per ambienti fisici client e server basati su Windows.

Il prodotto andrà a sostituire Veeam Endpoint 1.5 e affiancarsi al Veeam Agent for Linux. Rispetto all’endpoint per Windows, non si tratta solo di un cambio di nome, ma dell’aggiunta di numerose nuove funzionalità.

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Rubrik è un’azienda specializzata nel Cloud Data Management, grazie ad una piattaforma di storage secondario di tipo “iper-convergente” (essendo storage secondario è parzialmente improprio parlare di iper-convergenza, ma poiché i servizi girano in modo distribuito nei vari appliance il paragone rende molto l’idea) basata su appliance (brick secondo la terminologia Rubrik).

Da poco, Rubrik ha annunciato la sua soluzione di data protection per Pure Storage FlashBlade, assieme a una nuova integrazione tra i prodotti di Cloud Data Management di Rubrik e i FlashArray//M di Pure Storage. Con questa nuova collaborazione, i clienti possono ottenere semplicità, performance e data management integrato in ambienti hybrid cloud.

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NAKIVO Backup and Replication è una soluzione di backup scalabile, con diversi ruoli e componenti software (Director, Transporter e Backup Repository) che possono essere installati in diversi modi: non solo su server Windows, ma anche su server Linux oppure embedded negli appliance NAS.

Fino ad oggi, in realtà, le uniche soluzioni NAS ufficialmente supportate erano Synology e i NAS WD, ma in realtà, disponendo della versione Linux era teoricamente possibile adattare questo prodotto ad altre soluzioni NAS su piattaforma Linux x86.

Ora NAKIVO Backup & Replication v7 è disponibile anche per sistemi QNAP, direttamente nel QNAP App Center (solo però per i modelli di QNAP basati su processore x86, non quelli basati su ARM).

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Durante l’edizione 2017 del RedHat Summit (dal 2 al 4 maggio 2017 a Boston),  sono state annunciate diverse novità importanti sia nel mondo OpenSource, ma più in generale in tutto quello legato alle infrastrutture informatiche.

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A livello italiano segnalo:

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Red Hat ha annunciato la disponibilità di Red Hat Virtualization 4.1, più recente release della piattaforma di virtualizzazione enterprise dell’azienda basata sull’hypervisor Kernel-based Virtual Machine (KVM).

Fornendo una soluzione infrastrutturale e di gestione centralizzata open source per workstation e server virtuali, e costruita sulla solida backbone enterprise di Red Hat Enterprise Linux, Red Hat Virtualization 4.1 offre funzioni avanzate di automazione grazie all’integrazione con Ansible di Red Hat, mentre nuove funzionalità di networking e storage rappresentano una base sicura e flessibile per l’innovazione IT.

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Se utilizzate Veeam per il backup del vostro server di posta Exchange, l’aggiornamento di Microsoft Exchange 2016 Cumulative Update 5 (KB4012106) potrebbe causare qualche serio problema nel restore di tipo granulare delle mailbox.

Nella sua mailing list settimanale, Veeam segnala questo potenziale problema, causato da una modifica nella struttura del database delle mailbox.

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VMware Virtual SAN è una soluzione di Software Defined Storage sviluppata da VMware che rientra nel modello delle soluzioni storage iper-convergenti.

Benché sia venduto come prodotto separato (almeno per la licenza), in realtà è parte integrante di ESXi (a partire dalla versione 5.5) rendendo veramente semplice l’implementazione di questa soluzione.

Sicuramente è un prodotto in forte crescita, visto che VMware dichiara, alla fine del 2016, di avere più di 7000 clienti (che dovrebbero essere più di quelli di Nutanix e SimpliVity messi insieme, ma questa è un’interpretazione forviante, se non si qualifica e quantifica sia i clienti che la dimensione dei progetti, e l’effettivo tipo di utilizzo).

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VMware ha annunciato il termine del supporto agli switch virtuali di di terze parti, avviato fin dalla versione 4.0 di vSphere, ma mai largamente adottato (se non per alcuni casi di utilizzo del Nexus 1000v).

Le VMware vSphere APIs usate dagli switch virtuali di terze parti funzioneranno solo fino alla versione 6.5 Update 1 di VMware vSphere. Dopo non saranno più utilizzabili ed i virtual switch di terze parti non potranno più funzionare.

In realtà è già da tempo che VMware ha avvisato i propri clienti di migrare da switch virtuali di terze parti ai VMware vSphere Distributed Switch, ma ora c’è la conferma di quando non saranno più supportati.

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In molti conoscono VMware vSphere Data Protection (VDP), ma in pochi lo usano veramente, benché sia incluso in tutte le edizioni di vSphere a partire dalla Essential Plus in su. Per un certo periodo esisteva persino una versione advantage a pagamento (VDPA) che pure le non ha avuto successo e da vSphere 6.0 ha rimpiazzato la versione base.

Da lì il progressivo tramonto di un programma che non è mai sbocciato veramente, con troppi problemi di stabilità e con un approccio, dal mio punto di vista, non corretto al tema del backup (usare dei datastore per salvare le VM).

Ora VMware annuncia l’inevitabile End of Availability (EOA) di questo prodotto. VMware vSphere 6.5 sarà l’ultima versione di vSphere ad includerlo. Dalla prossima non ci saranno strumenti inclusi per il backup, ma bisognerà ricorrere a programmi di terze parti (con grande gioa per l’ecosistema).

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