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Durante un aggiornamento di uno storage (con uno più recente o semplicemente più capiente e/o performante) normalmente vi è il problema di come migrare i dati in esso contenuti. Spesso si usano soluzioni di migrazione a livello applicativo che permettono di copiare i dati dal vecchio storage a quello nuovo. Nel caso della virtualizzazione, ad esempio, si possono in VMware vSphere la funzione di Storage vMotion features (notare che nella versione 5.1 è stata estesa a molte edizioni) o in Microsoft Hyper-V 3 si può usare la nuova funzionalità di Storage Live Migration (disponibile anche senza System Center).

Ma in alcuni casi è possibile sfruttare funzionalità a livello di storage. Consideriamo il caso di dover migrare da un Dell EqualLogic (o anche più di uno) ad uno nuovo (o anche più di uno): questa operazione si può realizzare direttamente con le licenze base.

Il “trucco” è semplice (anche se non proprio il più intuitivo): assicurarsi di aggiungere il nuovo storage (o i nuovi storage) come member di un gruppo esistente (notare che ogni EqualLogic deve appartenere ad un gruppo, fosse anche un gruppo a singolo member). Per far questo sarà necessario aggiornare il firmware ad una versione minima supportata (a seconda della versione dei nuovi member). Il consiglio, in generale, è tenere allineati tutti gli EqualLogic all’ultimo firmware (al momento 6.0.2) o almeno all’ultimo della serie precedente (5.2.6).

A questo punto, dopo aver usato il wizard di inizializzazione, è possibile lavorare tramite interfaccia web e, una volta cliccato sul nuovo storage, scegliere il tipo di RAID desiderato (notare che sarà comunque possibile cambiarlo a caldo, ma solo da un RAID con alto “spreco” di dischi ad uno più “parco, quindi da RAID10 a RAID50 a RAID5). Ricordarsi che per i dischi SATA (che non hanno affidabilità comparabili a quelli SAS) è vivamente consigliato l’uso del RAID6.

Scelto il livello RAID è fondamentale scegliere un nuovo storage pool.

Ogni volume EqualLogic (ciò che per altri storage è una LUN) è contenuto in un singolo storage pool, come del resto è facilmente visibile consultando le proprietà di un volume.

Notare che uno storage pool può essere costituito anche da più member (ma sempre dello stesso gruppo): in questo modo si viene a realizzare un volume distribuito con una specie di RAID0 su rete iSCSI e con alcune funzionalità di auto-tiering.

A quest punto è possibile spostare un volume alla volta, selezionando il tipo di pool desiderato all’interno delle proprietà di un volume. In questo modo viene subito attivata la funzionalità di migrazione dei dati.

Volendo è possibile cambiare lo storage pool in più volumi alla volta, ma l’operazione di spostamento dei dati sarà comunque serializzata in modo da eseguire uno spostamento alla volta..

Sarà poi possibile monitorare lo stato di avanzamento (e in caso di necessità annullare l’operazione) direttamente nelle proprietà del volume o a livello di gruppo (nel pannello in basso dedicato alle operazioni in corso).

Quando tutti i volumi saranno stati spostati nel nuovo storage pool e quello di partenza sarà vuoto, allora diventerà possibile rimuovere i vecchi storage dal gruppo (in realtà sarebbe possibile rimuovere uno storage e lasciare spostare i dati in automatico, ma preferisco la modalità manuale per avere un controllo maggiore). A questo punto sarà possibile recuperare i vecchi storage per uno nuovo gruppo, ad esempio da posizione nel sito di disaster recovery.

Il vantaggio principale di usare lo spostamento dei volumi a livello di storage è che l’attività è completamente gestita a livello di storage senza l’impiego di risorse da parte degli host collegati. Benché tramite VMware VAAI o Microsoft ODX sia possibile gestire offload di operazioni di copia in questo caso è tutto gestito a livello storage.

Un altro importante vantaggio è rappresentato dal fatto di essere completamente trasparente agli host. Non è richiesta l’aggiunta di alcuna LUN, alcun nuovo target, rescan, …

Inoltre, con questo tipo di migrazione è anche possibile mantenere le proprietà dei volumi, come le snapshot a livello storage, le repliche, le varie schedulazioni, …

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2918 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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