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Come probabilmente saprete, VMware NSX-T Data Center è il prodotto che fornisce una piattaforma scalabile di virtualizzazione e microsegmentazione della rete per ambienti multi-hypervisor, ambienti fisici e/o con container.

Sotto voce in realtà vi sono due prodotti principali: NSX-v and NSX-T.

NSX-v è in realtà un ambiente che supporta solo la piattaforma VMware vSphere, anche perché NSX Manager è associato 1:1 ad un vCenter Center. Ma la soluzione ha il vantaggio di una buona integrazione, una relativa semplicità e un ampio ecosistema.

Ma anche se la virtualizzazione è molto utilizzata, non vuol dire che sia solo VMware vSphere… ed inoltre potrebbero esserci anche Cloud Native Application (CNA) e pure server fisici.

VMware NSX-T nasce con questo presupposto di supportare ambienti eterogenei (a dire il vero oggi non supporta ancora server fisici Windows o Hyper-V).

NSX-T è un prodotto maturo che fornisce una varietà di nuove funzionalità per la rete virtualizzata e la sicurezza per i cloud privati, pubblici e ibridi.

Gli aspetti salienti di questo prodotto includono una nuova interfaccia utente, firewall context-aware, funzionalità di introspezione di rete e guest, IPv6, gestione cluster ad alta disponibilità, installazione NSX semplificata per i cluster vSphere, modalità di aggiornamento di manutenzione rebootless di NSX (sempre su vSphere), nuova modalità di aggiornamento in-place e un coordinatore della migrazione da NSX Data Center per vSphere a NSX-T Data Center

NSX-T Data Center

Il gap tra i due prodotti si è via via assotigliato e oramai vi sono diverse feature presenti solo in NSX-T (ma ancora alcune feature mancanti).

Le differenze tra i due prodotti poi non sono solo a livello di feature, ma anche architetturali: ad esempio NSX-T utilizza un protocollo di tunneling più flessibile (GENEVE al posto di VXLAN). Oltretutto NSX-T fornisce un’integrazione maggiore con il cloud (nella variante NSX Cloud).

Oramai è più che chiaro che NSX-T è il sostituto di NSX-v, o quantomento che VMware sta puntando tutto sul primo. Infatti NSX-v è rimasto fermo alla versione 6.4, mentre NSX-T sta velocemente creando di versioni (anche troppo velocemente).

Già con NSX-T Data Center 2.4.0 vi erano molte importanti funzionalità non disponibili in NSX-v; con NSX-T Data Center 2.5.0 poi possiamo considerare il gap di funzionalità quasi chiuso.

Nuove installazioni

Per le nuove installazioni non c’è storia: meglio partire direttamente con NSX-T!

Avrete nuove funzionalità, ma soprattutto un ciclo di vita ampio e certo per il futuro.

Lo stesso discorso si può fare se volete investire in conoscenza su NSX. Partite direttamente con NSX-T…

Migrazioni o aggiornamenti

Prima di tutto bisogna ricordare ancora che la differenza tra NSX-v e NSX-T non è solo a livello di funzonalità, bensì vi sono anche diverse differenze nei concetti e a livello architetturale e di implementazione. Quindi prima di tutto bisogna familiarizzare con NSX-T.

Partendo da un ambiente con NSX-v è possibile aggiornarlo a NSX-T tramite un wizard introdotto dalla versione 2.4.0. Però va detto che è una procedura relativamente lunga e che in alcuni passaggi provoca downtime. Va quindi pianificato attentamente.

Più semplice è il caso di una migrazione, dove magari vSphere viene migrato su nuove macchine fisiche. In questo caso è fattibile una vera e propria migrazione da NSX-v (nel vecchio ambiente) a NSX-T (nel nuovo ambiente).

Integrazioni di terze parti

Uno dei pregi di NSX-v era l’ampio ecosistema e la grande integrazione con prodotti di terze parti: antivirus, firewall, load balancer, sistemi di sicurezza e persino switch fisici.

Molte di queste integrazioni non sono ancora pronte e/o complete per NSX-T.

Verificate quindi attentamente le matrici di compatibilità tra questi prodotti e come cambia l’integrazione in NSX-T.

NSX-v EOF

Fino a pochi giorni fa, la fine del general supporto di VMware NSX-v 6.4 era stata fissata al 16/01/2021… quindi una data relativamente vicina.

Ora però la nuova product lifecycle matrix mostra una nuova data fissata al 16/01/2022. Un anno in più è decisamente comodo ed utile, ma non va sprecato… migrare un ambiente NSX-v richiede tempo ed attenzione… quindi meglio iniziare a pianificare queste attività.

Per ambienti nuovi, come già ribadito, non c’è motivo di partire con NSX-v (a meno di integrazioni specifiche non ancora esistenti con NSX-T).

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (3079 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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