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Uno dei trend visti nell’ultimo anno (ma in realtà iniziato qualche anno fa) è la crescita dell’ecosistema legato alla virtualizzazione (ossia tutti quei prodotti e vendor complementari ai prodotti di virtualizzazione veri e propri) al di fuori dei confini nei quali sono storiacamente nati: molti dei partner storici di VMware ora hanno esteso le loro soluzioni anche ad altri hypervisor, e nuovi prodotti sono nati specifici per gestire ambienti virtuali complessi o quanto meno eterogeni. Una bella definizione a questo fenomeno è stata data da VKernel  nel suo post: “Hypervisor Agnosticism“.

Bisogna però specificare che non stiamo parlando di ottenre l’interoperabilità tra i vari tool di virtualizzazione, ma semplicemente l’utilizzo di tool comuni per alcuni particolari compiti, tipicamente la gestione, il monitoraggio e la protezione dei dati.

Ci si potrebbe chiedere se ha senso e se può portare qualche beneficio? Probabilmente per il singolo cliente no… che motivo potrebbe avere per introdurre nuovi costi legati all’ambiente eterogeneo (benché alcuni strumenti possono essere comuni, il formato delle VM, la loro mobilità, le competenze richieste, buona parte delle attività di amministrazione, … saranno diverse per ogni prodotto di virtualizzazione), costo per realtà medio-piccole non sarebbe facilmente giustificabile. Ma per i vari system integrator (che probabilmente si troverà ad affrantorare progetti diversi eterogenei) questo è sicuramente un possiible punto di forza, perché permette di ridurre il numero di strumenti e massimizzare la competenza solo su alcuni. Ovviamente il priomo a guadagnarci è il vendor della soluzione multi-piattaforma, perché questa gli permetterà di raggiungere ed estendere i suoi orizzonti a nuovi mercati.

Probabilmente il primo prodotto di questo tipo è stato il Microsoft System Center Virtual Machine Manager 2008 R2 (in questo caso neppure nato dall’ecosistema, ma direttamente da un vendor di prodotti di virtualizzazione) che ha introdotto un (limitato) supporto alla piattaforma VMware. Tra l’altro questo prodotto rappresenta proprio un buon esempio di come sono questo tipo di prodotti multi-piattaforma: non un sistema completamente integrato ed interoperabile (in SC VMM gli ambienti Hyper-V e vSphere di fatto rimangono “isolati”, ad esempio non è possibile spostare a caldo una VM tra i due ambienti), non un sistema che si sostiuisce completamente ai tool nativi (il vCenter Server era comunque richiesto per poter gestire l’ambiente VMware), ma di fatto solo un’interfaccia di gestione unificata ed in parte semplificata (o quanto meno resa omogenea tra i vari ambienti). Quindi un vantaggio più per gli operatori che per gli amministratori veri e propri.

Prodotti di backup:

Prodotti di monitoring:

Prodotti di management:

Concludiamo che un’ultima considerazione: è più importante il supporto multi-hypervisor o un supporto per ambienti eterogenei (inclusi ambienti fisici)? Tra i due potrebbe essere più importante il supporto ad ambiente eterogenei, ma dipende dai vari casi; ad esempio in un ambiente completamente virtualizzato il programma di backup può non avere funzioni per il backup di macchine fisiche. Ma monitoraggio e gestione avranno sicuramente delle parti fisiche che devono essere considerate (i server di virtualizzazione, gli storage, la rete, …) e quindi strumenti “unificati” possono realmente aiutare (al momento la tendenza è quella di estendere le funzioni di vCenter Server con diversi plugin).

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2908 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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