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Il ripristino granulare delle applicazione è di solito un compito complesso e tedioso che può anche richiedere una buona conoscenza dell’applicazione stessa. Questo perché la maggior parte dei programmi di backup si limita a ripristinare i file dell’applicazione, ma poi bisogna usare specifiche procedure per leggere questi file e il ripristino di particolare oggetti.

Come scritto in post precedenti, Veeam Backup & Replication dispone di modalità differenti per il restore granulare di oggetti applicativi: utilizzando Application Item Recovery (AIR) oppure, per alcune applicationi particolari, usando dei specifici Veeam Explorer.

Per SQL Server attualmente l’unica opzione è usare U-AIR, che però richiede almeno una versione Enterprise del prodotto e la configurazione corretta dell’ambiente di virtual lab.

Ma nella prossima versione vi sarà anche un nuovo Veeam Explorer for SQL (annunciato durante il recente SFD5) che porterà nuove modalità di restore di ambienti basati su SQL Server:

  • Whole DB Recovery
  • T-Logs and Point in Time
  • Transaction rollback

Tutte queste opzioni sono decisamente interessanti e increamentano gli scenari di restore possibili, rispetto al “semplice” U-AIR dove il restore deve essere eseguito manualmente recuperando le tabelle o le righe interessante dal sistema in funzione nel virtual lab.

Natualmente in entrambi i casi non si dovrebbe eseguire un restore “rozzo” dei dati, ma la procedura di restore dovrebbe essere supervisionata (o meglio ancora, gestita) direttamente da un dbadmin o qualcuno con conoscenza applicativa per mantenere l’integrità del database rispetto alle varie relazione tra le tabelle e lo stato applicativo.

A differenza del Veeam Explorer for Active Directory, al momento non esiste una beta del Veeam Explorer for SQL. Rimanete comunque sintonizzati sui blog di Veeam per conoscere le novità a riguardo.

Nota: oramai è diventato abbastanza chiaro, sia dagli annunci, che dalle build delle preview di nuove funzionalità, che la prossima versione del prodotto sarà direttamente una 8.0 e non una 7.1 o 7.5 version. Questo implicherà nuove licenze e quindi è meglio verificare di avere dei contratti di manutenzione attivi, viste le interessanti funzionalità che saranno introdotte (e considerando anche la futura versione di VMware vSphere). Tra l’altro, questo implicherà anche una nuova certificazione VMCE.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2904 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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