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Come già annunciato nei mesi scorsi, la nuova Virtual SAN (VSAN 6.2) porterà tanti nuovi servizi orientati ai dati, rendendo questo tipo di soluzioni sempre più interessanti. Già con la versione 6.1 (annunciata al VMworld 2015) aveva compiuto grossi passi in avanti, con tante interessanti funzionalità, ma rivolte soprattutto alla protezione e alla disponibilità dei dati. Mancavano ancora servizi specifici, come ad esempio quelli pensati per migliorare l’utilizzo dei dati e ottimizzarle la loro occupazione: compressione, deduplica, erasure coding sono oramai funzioni abbastanza comuni in molti storage di fascia alta.

Per quei pochi che ancora non conoscono questa soluzione, Virtual SAN è un software-defined storage sviluppato da VMware di tipo iperconvergente ed integrato all’interno di ESXi (quindi lavora in kernel mode e non usando dei virtual appliance, come molte altre soluzioni iperconvergenti), ovviamente ottimizzato e orientato alle VM (tutto è gestibile dal framework di policy di vSphere). VMware punta a competere direttamente con altri storage di fascia enterprise, in virtù anche della forte integrazione con il suo stesso stack e ad una buona facilità d’uso e di gestione.

Tra l’altro, a partire dalla versione 6.0 (di fatto la v2.0) si propone non solo come storage ibrido, ma anche come All-Flash Array (AFA):

VSAN-Flash

Ora, con la version 6.2 (che rappresenta la 4th generazione della Virtual SAN) vi sono delle nuove interessanti funzionalità: deduplica, compressione, Erasure Coding, nuovo sistema di monitoraggio, maggior controllo della salute dei dati e funzioni specifiche di Quality of Service (QoS).

La deduplica e compressione sono oramai due funzioni utili (e in alcuni scenari, persino necessarie) per migliorare l’utilizzo dello spazio. in VSAN 6.2 queste funzioni sono disponibili solo nella configurazione all-flash e lavora a livello di disk group utilizzando blocchi fissi (4KB).

VSAN-Dedup-compress

In molti scenari sono funzionalità estremamente utili, ma sarà interessante vederle all’opera su situazioni reali in modo da misurarne gli effettivi risultati.

Anche l’erasure coding permetterà di migliorare l’utilizzo dello spazio e pure in questo caso la funzionalità sarà limitata solo al caso all-flash. Sono previsti due livelli di disponibilità:

  • “FTT=1” availability (simile ad un RAID-5) con una configurazione 3+1 (quindi in numero minimo di nodi sale a 4). Invece che “sprecare” 2x lo spazio, in questo caso si avrà un utilizzo 1.33x!
  • “FTT=2” availability (simile ad un RAID-6) con una configurazione 4+2 (quindi in numero minimo di nodi sale a 6). L’utilizzo sarà 1.5x ma con una doppia ridondanza, che prima significava un utilizzo di spazio effettivo di 3 volte!

Peccato che queste novità siano disponibili solo nel caso all-flash: chiaro che possono dare i risultati migliori, ma almeno la compressione sarebbe stato bello averlo anche nel caso ibrido.

Sul lato dell’integrità del dato è stata invece aggiunta una funzione software di checksum che permette di controllare la validità del dato ed individuare eventuali malfunzionamenti dei alcuni blocchi dei dischi. Aspetto sicuramente importante, soprattutto sui dischi rotativi di grosse dimensioni che potrebbero avere qualità minore.

Interessante a mio avviso anche la possibilità di implementare la VSAN usando solo IPv6: sarà banale, ma la pianificazione degli IP in cluster iperconvergenti è abbastanza noiosa e passibile di errori. Usare IPv6 e magari l’autoconfigurazione dello stesso, permetterebbe di semplificare egregiamente questo aspetto.

E finalmente anche un sistema di monitoraggio semplice ma intuitivo dove si possono vedere i dati di prestazioni e capacità, senza dover ricorrere al VSAN observer.

E per finire il QoS: uno storage non si può (a mio parere) devire orientato alle VM se non include anche questa funzionalità per poter controllare granularmente gli SLA di ogni VM.

Sono previsti anche miglioramenti per il programma VMware Virtual SAN Ready Node che fornisce ai partner OEM la possibilità di installare VMware vSphere e VMware Virtual SAN con i driver e i firmware certificati per semplificare le operazioni del day one e accelerare il time-to-value del cliente. Fujitsu, Hitachi Data Systems e Supermicro sono stati i primi OEM a offrire il nuovo VMware Virtual SAN Ready Nodes. VMware Virtual SAN Ready Nodes può anche essere fornito in bundle con licenze software o ospitare le licenze fornite dal cliente. Inoltre, i partner OEM hanno la capacità di offrire un supporto unificato per entrambi i componenti hardware e software.

Sicuramente tante novità che rendono questa soluzione interessante e comparabile con molte soluzioni di fascia enterprise sia nel mondo hybrid storage che in quello all-flash. Certo, dall’altra parte il costo di ingresso non è proprio bassissimo e a parte bundle che includono questa soluzioni (si pensi ad esempio al VDI, dove l’iperconvergenza è decisamente un’ottimo approccio e soluzione), può arrivare a costare come altri prodotti di storage. La semplificazione del listino (le edizioni di VSAN rischiano di diventare troppo o troppo complesse da un punto di vista commerciale) e magari la riduzione o l’inclusione in più bundle (si pensi ad esempio a quello ROBO) potrebbero aumentarne notevolmente l’adozione.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2857 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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