Per l’elenco di tutti gli obiettivi vedere la pagina dell’esame VCP5.

Objective 4.2 – Create and Deploy vApps

Vedere anche questo post: Objective 4.2 – Create and Deploy vApps.

Identify vApp settings (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 179 e 183). Le impostazioni più comuni di una vApp sono:

  • vApp Resources: per definire i parametri relativi a CPU e memory capacity (Share, Reservation, Reservation type, Limit).
  • vApp Startup and Shutdown Options: per definire l’ordine di avvio e spegnimento delle VM all’interno della vApp.
  • vApp Properties: all’interno della Advanced Property Configuration.
  • IP Allocation Policy: vedere il punto successivo sull’IP Pool.

Create/Clone/Export a vApp (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 178 e 193) e Build & Manage a vApp. Può essere anche gestito tramite vSphere Web Client.

Da notare che il formato di distribuzione della vApp è il formato OVF, inoltre i metadati della vApp risiedono all’interno del vCenter Server database, in questo modo una vApp può essere facilmente distribuita attraverso più host ESXi. D’altra parte l’informazione può essere persa se il database del vCenter Server viene azzerato (o si corrompe) o se un host viene rimosso dal vCenter Server. Per evitare di perdere i metadati si consiglia di salvare la vApps in un OVF package.

Add objects to an existing vApp (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (page 181). Può essere anche gestito tramite vSphere Web Client.

Da notare che una vApp può includere: VM, Resource Pools e altre vApp.

Edit vApp settings (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (page 183) and Edit vApp settings. Può essere anche gestito tramite vSphere Web Client.

Configure IP pools (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (page 191). Da notare che le diverse opzioni per gestire l’allocazione degli IP di una vApp sono:

  • Fixed IP: gli indirizzi sono gestiti e configurati manualmente. Non è necessario alcun IP pool.
  • Transient IP: gli indirizzo sono automaticamente allocati, all’accensione della vApp, usando un IP pool da un range specificato. Gli indirizzi sono rilasciati appena la vApp viene spenta.
  • DHCP: viene utilzzato un DHCP server per l’assegnazione degli indirizzi.

Suspend/Resume a vApp (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 194 e 195). Può essere anche gestito tramite vSphere Web Client.

Determine when a tiered application should be deployed as a vApp (similar as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 177) e vApps in vSphere 4, and why they’re very, very useful. Notare che per utilizzare le vApps è necessario disporre sia del vCenter Server, ma anche della licenza del DRS.

Per l’elenco di tutti gli obiettivi vedere la pagina dell’esame VCP5.

Objective 4.1 – Create and Deploy Virtual Machines

Vedere anche questo post: Objective 4.1 – Create and Deploy Virtual Machines.

Identify capabilities of virtual machine hardware versions (new in vSphere 5)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 81) e Virtual Machine Hardware Version 8

Identify VMware Tools device drivers (similar as vSphere 4.x)

Vedere VMware KB: Overview of VMware Tools

Identify methods to access and use a virtual machine console (same as vSphere 4.x)

Come nelle precedenti versione è possibile utilizzare la console attraverso il vSphere Client, ma anche tramite il vSphere Web Client. Ma, una volta che il sistema operativo guest è stato installato, si consiglia di utilizzare procotolli più specifici di rete per l’accesso remoto alla VM (come SSH per Linux e RDP per Windows).

Identify virtual machine storage resources (similar as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 9).

Place virtual machines in selected ESXi hosts/Clusters/Resource Pools (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 29).

Configure and deploy a Guest OS into a new virtual machine (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 33 e 40).

Configure/Modify disk controller for virtual disks (same as vSphere 4.x)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 36) e Virtual SCSI Adapter type.

Configure appropriate virtual disk type for a virtual machine (similar as vSphere 4.x)

See the vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 36 e 121) e VMDK virtual disk type.

Create/Convert thin/thick provisioned virtual disks (same vSphere 4.x)

See the vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 129).

Configure disk shares (similar as vSphere 4.1)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 128). Disponibile anche dal vSphere Web Client.

Install/Upgrade/Update VMware Tools (same as vSphere 4.x)

Vedere la Guest Operating System Installation Guide.

Configure virtual machine time synchronization (same as vSphere 4.x)

Vedere Timekeeping best practices for Linux guests e Timekeeping in VMware Virtual Machines.

Convert a physical machine using VMware Converter (similar as vSphere 4.x)

Da notare che il vCenter Server non include più un Converter (noto anche Converter Enterprise). Bisogna quindi utilizzare lo Standalone Converter edition (al momento è in versione 4, ma la versione 5 è già in beta avanzata ed è disponibile pubblicamente). Vedere anche la VMware vCenter Converter Standalone Documentation.

Import a supported virtual machine source using VMware Converter (similar as vSphere 4.x)

Vedere la VMware vCenter Converter Standalone Documentation.

Modify virtual hardware settings using VMware Converter (similar as vSphere 4.x)

Vedere la VMware vCenter Converter Standalone Documentation.

Configure/Modify virtual CPU and Memory resources according to OS and application requirements (similar as vSphere 4.x)

Vedere What’s New in Performance in VMware vSphere™ 5.0 e Performance Best Practices for VMware vSphere 4.1.

Configure/Modify virtual NIC adapter and connect virtual machines to appropriate network resources (same  as vSphere 4.1)

Vedere la vSphere Virtual Machine Administration Guide (pag. 107) e Virtual NIC type.

Determine appropriate datastore locations for virtual machines based on application workloads (similar as vSphere 4.x)

Esistono varie opzioni:

  • Store all virtual machine files in the same location on a datastore: soluzione tipica dove tutto è all’interno della cartella della VM.
  • Store all virtual machine files in the same datastore cluster (richiede lo SDRS): soluzione dove la distribuzione del VMDK sarà gestita dallo SDRS, secondo le sue regole.
  • Store virtual machine configuration files and disks in separate locations: soluzione dove la suddivisione dei vari VMDK è stabilita a priori (e potrà essere cambiata solo con uno storage migration).

Riguardo alle differenti scelte, queste ovviamente dipendono dal tipo di datastore (quale RAID level, quanti e quali dischi, …), dal tipo di workload e dai suo requisiti in termini di storage, dall’uso o meno del SIOC (se il datastore è condiviso con altre VM, …). D’altra parte non aspettatevi troppi dettagli per l’esame VCP5… in fondo ci saranno gli esami VCAP per un livello più appronfondito.

Da poco è stato rilasciato il VCP5 blueprint 1.1 (benché nel download è chiamato 1.15?) relativo all’esame ufficiale (da notare che la versione 1.4 era l’ultima disponibile fino a poco fa, ma è riferita ancora alla beta dell’esame).

Le modifiche riguardano la modalità d’esame (85 domande in 90 min), ma gli obiettivi sono rimasti gli stessi. Sono stati inoltre aggiunti i link ai documenti e, in generale, qualche documento in più come riferimento.

Notare che sono stati rilasciati anche i blueprint nuovi relativi a VCA4-DT (v1.3) e VCP4-DT (v1.2).

Questo è un primo elenco di alcuni test pratici per la preparazione all’esame VCP5:

Note

Questo prodotto è stato dismesso nella versione vSphere 5.1 e sostituito dal nuovo prodotto VDP.

Disclaimer

Non lavoro per VMware e non voglio dire, con questo post, che VDR è il miglior programma di backup del mondo! Ma essendo incluso in molte edizioni (tutte eccetto la Essential) è comunque una possibile soluzione. Da notare che le prime versioni erano affette da numerosi bug e problemi di stabilità… ma ora (dalla release 1.2) il prodotto è migliorato parecchio è può essere preso in considerazione (seppur con tutti i suoi limiti).

VMware Data Recovery (VDR)

Da notare  che questo prodotto funziona in modo molto simile (come concetto) alle prime versioni di esXpress (utilizzando una o più virtual appliance per gestire i backup).

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Finalmente, dopo più di un mese dal Lancio ufficiale di VMware vSphere 5, è disponibile la versione per il download, direttamente dal sito di VMware:

Oltre al download dei binari, sono disponibili anche i documenti ufficiali (e utili per lo studio dell’esame VCP5):

Da notare che alcuni link potrebbero essere ancora non attivi (come ad esempio di documento dei Configuration Maximums for VMware vSphere 5.0). Nell prossime ore si dovrebbero comunque sistemare.

A seguito del recente annuncio dei nuovi storage Equallogic ho notato alcuni tweet che meritano alcune precisazioni.

Per beneficiare delle API per l’integrazione con vSphere non servono i nuovi storage, ma solo dei firmware che le supportino; in particolare:

  • VAAI è già usufruibile con vSphere 4.1 (versioni Enterprise ed Enterprise+) e con i firmware 5.0.x o 5.1.x. Il nuovo firmware 5.1 implementa solo la nuova versione del VAAI (che in questo caso richiede vSphere 5).
  • VASA richiedere vSphere 5 e i firmware della serie 5.1, ma non necessariamente uno storage nuovo.
  • I nuovi software di “contorno”, quali ad esempio EqualLogic Host Integration Tools for VMware 3.1 non sono strettamente necessari al funzionamento e all’integrazione con vSphere.

Vedere anche:

Dell ha annunciato la nuova serie di storage Equallogic basata su dischi di dimensione 2.5″ (le serie precedenti usavano dischi da 3.5″), garantendo una maggiore densità. Le nuove serie sono:

  • EqualLogic PS4100 Series: soluzione “entry level” con capacità fino a 36TB in un singolo array e fino a 72TB in un singolo group.
  • EqualLogic PS6100 Series: soluzione di fascia mid-sized (ma a mio parere valido anche in alcune soluzioni fascia alta) con capacità fino a 72TB in un singolo array e fino a 1.2PB in un singolo group.

Questi nuovi modelli sono caratterizzati non solo da maggiore capacità, ma anche da maggiori prestazioni (secondo Dell è stimabile un aumento di prestazioni fino al 60% in più). Da notare che le nuove serie sono equipaggiate con dei nuovi controller: per la serie PS6100 ogni controller ha 8 GB di cache (contro i 4 GB della serie PS600 e i “soli” 2 GB della serie PS4000).

Oltre al nuovo tipo di controller, la nuova serie utilizza anche il nuovo firmware 5.1 che include numerose API per l’integrazione con vSphere, come ad esempio le vSphere Storage API – Storage Awareness (VASA) o la nuova versione delle vSphere Storage APIs – Array Integration (VAAI). Da notare però che queste nuove funzioni sono legate alla versione del firmware, questo vuol dire che saranno disponibili anche per i vecchi modelli di Equallogic (a patto che i controller soddisfino i requisiti minimi per l’aggiornamento alla versione 5.1 del firmware).

Oltre alle nuove serie, Dell ha anche iniziato a distribuire i nuovi EqualLogic FS7500, la soluzione di Unified Storage che aggiunge le funzioni NAS alla serie EqualLogic PS.

Vedere anche:

Annuncio ufficiale: Veeam unveils Veeam Backup & Replication v6, extending leadership in virtualization data protection.

Veeam annuncia le funzionalità della nuova versione di Veeam Backup & Replication. Maggiori dettagli sono disponibili nella pagina dell’annuncio ufficiale.

Sicuramente quella che salta subito all’occhio è il supporto multi-hypervisor (anche se al momento sarà solo VMware e Hyper-V). Il resto sono “solo” miglioramenti in prestazioni, stabilità, riduzione del consumo di banda, …

Per quanto riguarda la compatibilità con vSphere 5, non è specificata, ma è implicito poiché pare che le Storage API sono rimaste quasi le stesse e che comunque la versione attuale (5.0.2) pare funzionare senza “troppi” problemi anche in ambiente vSphere 5.

Come spesso accade l’annuncio non corrisponde alla disponibilità del prodotto che sarà comunque nel Q4 2011.

Vedere anche il relativo post su: http://www.vuemuer.it/?p=2270

In una macchina fisica il termine CPU è utilizzato normalmente per identificare il package fisico (oppure socket) che contiene la CPU. Le unità di processo contenute all’interno di questo package sono generalmente identificate con il termine “core” (da notare che in realtà ogni singolo core poi può contenere più unità di tipo ALU e può essere visto, tramite la funzione di hyper-threading, come più unità logiche). I sistemi con più di una CPU di solito sono chiamati sistemi SMP (in realtà esistono diversi modelli possibili), mentre i sistemi con una CPU a più core vengono generalmente indicati come sistemi multi-core. Sistemi con più CPU, ciascuna con più core, sono sistemi più complessi (e in genere il modello utilizzato al momento per questo tipo di sistemi è l’architettura NUMA).

Invece in una macchina virtuale il termine vCPU è utilizzato genericamente per identificare un core di elaborazione assegnato a una VM. Più vCPU definiscono tipicamente un’architettura vSMP molto semplice, equivalente ad un sistema fisico con più CPU ciascuna a singolo core.

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L’elenco pubblico dei vExpert di quest’anno è disponibile sul sito pubblico. Da notare che alcuni potrebbero mancare (ogni persona deve insierire i suoi dati) e ovviamente non sono elencati quelli relativi al vExper 2009 o 2010.

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