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In un processo di upgrade a vSphere, la parte relativa a vSphere è probabilmente la più semplice visto che è del tutto simile ai precenti upgrade, soprattutto nei passi da seguire: prima il vCenter Server (la versione nuova può gestire host nuovi e vecchi, quella vecchia non può gestire host nuovi), poi VUM (che può essere utilizzato per gestire l’aggiornamento degli host, delle VMware Tools e del virtual hardware), poi gli host, quindi le VMware Tools e solo alla fine il VMFS5 dei datastore e il nuovo virtual hardware delle VM.

vCenter Server

L’upgrade del vCenter Server è relativamente facile ed indolore e, se si parte dalla versione 4.1 è possibile usare direttamente l’aggiornamento in-place (dato che i requisiti di vCenter Server 4.1 sono praticamente gli stessi della versione 5.0); unico “problema”, se si usa SQL Express, questo non verrà aggiornato all’ultima versione (ma SQL Express 2005 rimane comunque supportato anche da vCenter Server 5.0).La procedura di aggiornamento in-place viene attivata in modo semplice: basta eseguire una nuova installazione, specificando il DB esistente.

Naturalmente, nel caso di una nuova installazione di vCenter Server (o nel caso dell’utilizzo di vCSA), bisognerà decidere se cercare di migrare i dati (non sempre possibile) o partire da zero con una nuova configurazione e realizzare un nuovo vCenter Server a cui poi collegare gli host esistenti.

Ricordarsi di aggiungere le nuove licenze, sia nel caso di upgrade che di reinstallazione (e ricordarsi anche di mantenere le vecchie licenze nella fase di transitorio). Sulla scelta di dove installare vCenter Server, vedere la pagina relativa a “vCenter Server fisico o virtuale?“.

Nel caso di aggiornamento del vCenter Server, prima procedere consiglio di rimuovere i plugin non necessari, quelli non più disponibili in vSphere 5 (come il Guide Consolidation e il Converter Enterprise) e valutare se quelli rimanenti andranno aggiornati o se posso semplicemente essere reinstallati (ad esempio per VUM può essere più semplice rimuoverlo prima e installarlo poi).

Host ESX/ESXi

L’aggiornamento degli host può essere gestito in diversi modi, ma fondatamente le strade percorribili sono l’aggiornamento  in un host (con VUM o altre strade, ma solo sotto alcune condizioni) oppure la completa reinstallazione degli host (per maggiori informazioni vedere anche le VCP5 study notes).

Per gli host di tipo (legacy) ESX, l’aggiornamento in-place non è possibile se l’host è stato precedentemente aggiornato da una versione 3.x (in questo caso la partizione di boot di default è troppo piccola per ospitare un ESXi 5 completo)… in questi casi l’unica soluzione è la reinstallazione.

Un altro motivo per scegliere la reinstallazione è quello di spostare l’installazione di ESX/ESXi da una posizione ad una nuova o per implementare soluzioni di host provisioning alternative (tipo l’Autodeploy).

Prima di procedere con un aggiornamento, consiglio di rimuovere eventuali plugin e moduli di terze parti (controllando anche eventuali moduli multi-path che potrebbero non essere più compatibili con vSphere 5). Per gestire l’aggiornamento la procedura più semplice è quella di affidarsi a VUM (esattamente come negli aggiornamenti da altre versioni).

Da notare che durante l’aggiornamento si avrà un cluster con host vecchi e nuovi, ma è comunque possibile usare vMotion (ovviamente se sono rispettati i requisiti di vMotion). Riguardo ad HA e DRS, può essere ragionevole disabilitarli durante questa fase. Da notare che finché nel cluster vi sono host “misti” i datastore condivisi dovranno rimanere in versione VMFS3 e il virtual hardware delle VM dovrà rimanere versione 7 (o anche 4). Invece le nuove VMware Tools potranno già essere installate visto che supportate anche sugli host 4.x.

Datastore e VM

Alla fine, quando tutti gli host sono ESXi 5, è possibile procedere all’eventuale aggiornamento dei datastore a VMFS5 (ma è anche pensabile rifare i datastore, se vi è abbastanza spazio libero). L’aggiornamento del datastore può avvenire in modalità “live” con le VM in funzione (vedere anche le VCP5 study notes), questa sicuramente è una novità rispetto all’aggiornamento da VMFS2 a VMFS3.

L’aggiornamento del virtual The virtual hardware può essere pianificato (ma solo dopo l’aggiornamento delle VMware Tools) oppure no… se le nuove funzioni del virtual hardware 8 (come più di 8 vCPU, il supporto 3D, …) non servono, allora si può semplicemente tenere il virtual hardware 7. Da notare che VUM è in grado di orchestrare sia l’aggiornamento delle VMware Tools sia quello del virtual hardware.

Per maggiori informazioni:

Per installare il software di monitoraggio e gestione dell’hardware dei server fisici, fare riferimento alle istruzioni fornite dal vendor. Per i server Dell vedere l’articolo di come installare OMSA.

Ricordarsi inoltre che con vSphere 5 vi sono anche nuove funzioni da tenere in considerare ed eventualmente utilizzare… ad esempio è possibile utilizzare il Syslog Server per gestire i log degli host ESXi.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2445 Posts)

Virtualization & Cloud Architect. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert (2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015). PernixPro 2014. Dell TechCenter Rockstar 2014. MVP 2014. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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