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Nel mio incontro con DataCore, durante il recente evento Powering the cloud, ho avuto modo di parlare con Alexander Best (Director Technical Business Development).

Prima di tutto abbiamo parlato della versione 9 di SANsymphony-V (annunciata il 26 giugno) e di come si possa parlare di Software Defined Storage o virtualizzazione di storage completamente vendor independent. A questo evento il termine usato per descrive questa solutione è stato  “The Storage Hypervisor for the Cloud”. Rimando nel post successivo la discussione e i dettagli sulle funzioni specifiche di integrazione con VMware (che comunque erano state annunciate ancora l’11 settembre).

Più interessante è stata la discussione sulla roadmap delle nuove funzionalità e cambiamenti relativi alle prossime versioni.

Il primo punto trattato è stato il nuovo Windows Server 2012, che al momento è non supportato da DataCore. Con il SP1 (aka 9.0.1 ) sarà aggiunto il supporto lato front-end (ossia come “client” di accesso ai servizi DataCore). Per il supporto come back-end e soprattutto come piattaforma per eseguire DataCore (ricordo che è una componente software che viene installata su un server Windows) ci vorrà un po’ di tempo in più (si parlava ragionevolmente dell’inizio del prossimo anno), anche perché la parte dei driver FC è completare riscritta da zero da parte di DataCore. Mi hanno confermato che anche il supporto all’ODX (l’equivalente delle VMware VAAI da parte di Microsoft) è in via di sviluppo. Non abbiamo invece trattato il nuovo SMB3 introdotto con Windows Server 2012, ma d’altra parte DataCore SANsymphony è uno storage orientato ai blocchi e quindi non c’è da aspettarsi nessun beneficio (al momento) da questo nuovo protocollo applicato a questo prodotto. Altre integrazioni con prodotti della famiglia System Center (Operation Manager, DPM, Virtual Machine Manager) sono in via di perfezionamento.

Interessante è stato anche il discorso relativo al numero di nodi sui quali si aspettano di far scalare la soluzione: al momento è appena due (nella soluzione di mirror ad alta disponibilità), ma si parlava di poter raggiungere il numero di 8 nodi con un misto di vDisk in mirror e volumi shared e funzioni di migrazione live da i due tipi. Va anche detto però che il tipo di licenza a spazio e a nodo al momento limiterebbe fortemente questo tipo di scalabilità.

Infine abbiamo parlato della preview della loro architettura di riferimento per i Virtual Desktop Server (VDS), che permette di realizzare strutture integrate di VDI e solutioni di tipo ‘datacenter in a box’. Sicuramente interessante per realtà di tipo PMI, ma anche per aziende di grandi dimensioni con necessità di scalabilità. Da notare che questo tipo di modello si potrebbe applicare non solo ad ambienti di VDI, ma anche a casi di farm di server di tipo Remoted Desktop Service o XenApp.

Vedere anche l’annuncio stampa relativo a questo evento.

Per maggiori informazioni vedere anche i precedenti post relativi a DataCore:

Vedere anche: Altri report dell’evento Powering the Cloud 2012.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2906 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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