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Microsoft è un nome storico nel mondo dell’IT, sia per nell’area consumer (soprattutto negli ultimi anni sia per il mercato videogiochi sia per il mercato telefonia) che in quella professionale.

In ambito professionale è soprattutto nota per i sistemi operativi e per diverse applicazioni (oltre che anche per tutti i servizi di cloud pubblico con Azure e Office 365). Ma in realtà è anche un player nel mondo dello storage: basta considerare l’edizione di Windows Storage Server inclusa in alcuni storage appliance (come ad esempio la famiglia Dell PowerVault NX). Ma Windows Storage Server è poco più che una versione “embedded” di Windows Server e fondamentalmente è solo Windows Server “dedicato” (con un costo di licenza più conveniente rispetto l’edizione completa).

Uno storage enterprise è molto più di questo: oltre a fornire varie funzioni aggiuntive è fondamentare che fornisca un livello di disponibilità molto elevato (cosa che un singolo sistema non potrà mai offrire) e possibilmente un’architettura molto scalabile (per alcuni concetti sugli storage vedere anche questo post).

Ma a partire da Windows Server 2012, Microsoft ha introdotto molte funzionalità legate allo storage, come ad esempio SMB3, la de-duplica, un nuovo filesystem per grandi volumi (ReFS) e gli storage spaces. E con Windows Server 2012 R2 anche le funzioni di multi-tiering (oltre ad altre novità che per brevità non includo). Gli Storage Spaces con le funzioni di tiering effettivamente rendono la soluzione di Microsoft molto vicina e confrontabile con gli storage di fascia enterprise. Lo stesso Windows Server potrebbe essere visto (anche se con qualche limite che spiegheremo dopo) come una soluzione di tipo Software Defined Storage.

Di sicuro la soluzione Microsoft è una soluzione di storage unificato, perché può fornire servizi a livello di blocco (con l’iSCSI Target) ed a livello di file (sia NFS che SMB). Ma la soluzione più interessante è la soluzione Scale-Out File Server: un file server realmente scalabile (con nodi multi-attivi) basato su protocollo SMB3. Considerando che Hyper-V e SQL Server supportano questo tipo di soluzione (e altri prodotti lo faranno) può rivelarsi veramente interessante:

 

ScaleOutFileServer

Ma c’è (grande) limite in questa soluzione, come si può notare dallo schema precedente: è ancora necessaria una parte hardware di tipo storage condiviso (in modalità JBOD SAS). Questo rende la soluzione meno scalabile (di solito JBOD sono solo due nodi, ma la soluzione potrebbe gestire più nodi), ma anche meno utile o utilizzabile (i server sono veramente una soluzione COTS, ma lo stesso non si applica ai cassetti JBOD).

In questo è una soluzione molto diversa da altre soluzioni veramente scale-out (si pensi ad esempio a Nutanix o alla VSAN di VMware) e la dipendenza da una componente di storage condiviso ne rappresenta il principale limite.

Naturalmente è possibile utilizzare un SAN esistente e utilizzare il Scale-Out File Server solo come gateway di tipo “filer”, ma onestamente non vedo questa soluzione così interessante ed allettante: a questo punto perché non utilizzare direttamente la SAN (ci potrebbero essere diverse risposte a questa domanda, ma la questione principale è nel trovare un motivo per utilizzare una SAN, se posso farne a meno)? Il Scale-Out File Server potrebbe diventare davvero interessante ma solo utilizzando componenti hardware “low cost” di tipo COTS, e di non utilizzando una SAN.

Esistono già soluzioni di storage anche a “basso” costo, ma in realtà sono soluzioni SAS di tipo DAS condiviso, ma non impiegabili con gli Storage Spaces: non serve uno storage condiviso (che implementi anche la logica di RAID dei dischi), bastano solo dei dischi condivisi. I vari storage vendor ovviamente hanno soluzioni JBOD ma solitamente vengono usate internamente per fornire un’intera soluzione di storage (per esempio, un sistema Dell Compellent è composto da due server con uno o più cassetti JBOD che sarebbero perfetti anche per una soluzione basata sugli Storage Spaces). E non poi cosi semplice compare questi JBOD come parti singole (o quanto meno non è poi così conveniente.

L’elenco delle soluzioni JBOD certificate è limitato, ma in realtà non è un elenco ufficiale: in pratica ogni soluzione JBOD con la scheda SAS certificata per Windows Server (da inserire lato server) potrebbe funzionare. Se si utilizza, per esempio, la lista Nexenta HCL si possono trovare molte più soluzioni (del resto Nexenta è una soluzione di storage software che ha requisiti simili, lato hardware).

Per migliorare questa lista Microsoft potrebbe (o dovrebbe) diventare un fornitore completo di storage e realizzare (o semplicemente rimarchiare) anche una soluzione JBOD? Del resto il successo di questa soluzione si potrebbe avere solo con uno sprettro più ampio di soluzioni ed implementazioni possibili. E sarebbe molto interessante un sistema con quattro nodi JBOD, che rendebbe più scalabile l’intera soluzione.

Fino a qualche settimana fa ero convinto che questa fosse l’unica mossa possibile per rendere appetibile questo tipo di soluzione. Se non altro perché vedere utopistico pensare che gli storage vendor sviluppassero (o meglio commercializzassero, visto che i prodotti già li hanno) soluzioni JBOD economiche a discapito delle proprie quote di mercato nel mondo dello storage. Lo potrebbero fare altri hardware vendor, ma peccato che i principali sono anche storage vendor.

Ma storia recente ha segnato varie novità che mi hanno fatto cambiare idea: ad esempio IBM ha venduto la parte server a Lenovo e Dell ha announcito che supporterà i Microsoft Storage Spaces. In particolare Dell ha anche provveduto a realizzare un documento completo con i dettagli di come realizzare una soluzione a due nodi con Storage Spaces e la soluzione PowerVault MD12XX.

Quindi potrebbe non esserci più bisogno che Microsoft diventi uno storage vendor hardware/software se il numero di soluzioni COTS aumenteranno. Ad esempio sarebbe molto interessante se Dell dovesse implementare una scheda Shared-SAS (in alternativa alla Shared-PERC) per il proprio Dell PowerEdge VRTX che diventerebbe un interessante building block per soluzioni di storage di tipo scale-out file server.

Ma mi auguro anche che Microsoft sia sviluppando una nuova soluzione senza più bisogno dello storage condiviso che renderebbe gli Storage Spaces un sistema di storage veramente scalabile (secondo un modello scale-out), indipendente dall’hardware ed in linea con le moderne architetture di storage.

Siete rimasti curiosi sulle funzionalità di storage di Microsoft? Il modo migliore per togliersi dubbi è provarle: anche su singolo sistema (e con qualche limitazione anche in ambiente virtuale) riuscite a provarle. Ovviamente non sarà possibile implementare uno Scale-Out File Server con un singolo nodo, ma la logica di funzionamento degli Storage Spaces non cambia da singolo sistema ad un sistema con più nodi.

Per il download della versione di valutazione di Windows Server 2012 R2 usare questo link.

Per concludere questo post, solo una nota curiosa: Microsoft è già anche un fornitore di storage hardware dato che nel suo lististo di prodotti ha una soluzione chiamata StorSimple cloud-integrated storage. StorSimple fornisce funzioni di storage primario, backup, archiviazione e disaster recovery, in combinazione con Windows Azure. Ciò consente di ottimizzare i costi di storage complessivi e aumentare il livello di protezione dei dati. Con StorSimple, è possibile un servizi di storage basato su cloud pubblico con uno on-premises.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2906 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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