Questo post è disponibile anche in: Inglese

Reading Time: 6 minutes

VFD-LogoDurante il primo giorno della terza edizione del Virtualization Field Day (#VFD3) la prima azienda che abbiamo incontrato (in qualità di delegati) è stata CloudPhysics, e secondo me è stato anche un ottimo inizio del #VFD3.

CloudPhysics aiuta gli amministratori di sistema a prendere decisioni intelligenti e sensate, basate sui dati a disposizione. La loro SaaS platform applica tecniche di analisi dei big data al vostro data center virtualizzato, generando informazioni chiare e semplice.

Ad oggi l’analisi dei big data è un qualcosa di comune in molte aziende in tanti settori industriali e serve per scoprire e definire nuovi modi per migliorare i processi e la parte di operation. Ironia della sorte, un settore che manca nella lista di chi usa i big data è l’IT stesso. CloudPhysics ha come obiettivo quello di portare la potenza dell’analisi dei big data ad ogni datacenter.

L’agenda dell’incontro è stata veramente ricca di contenuti e spunti interessanti:

  • Why CloudPhysics? John Blumenthal, CEO e fondatore, ha fornito un’introduzione di questa startup e del suo nuovo approccio SaaS-based che combina la scienza dei Big Data science, propri sistemi di datacenter simulation e modeling, e peculiari sistemi di resource management .
  • CloudPhysics DeepDive: Irfan Ahmad (@virtualirfan), CTO e fondatore, ha spiegato l’approccio unico di CloudPhysics per la gestione della virtualizzazione.
  • CloudPhysics Demo in differenti scenari tipici: Krishna Raj Raja (@esxtopGuru) ha fornito delle interessanti demo live con semplici e chiari casi d’uso di CloudPhysics in particolari attività di diagnostica e/o design di ambienti VMware vSphere.

Come si può notare dai nomi, CloudPhysics ha realizzato un vero e proprio dream team di persone competenti (tra l’altro include pure una persona come Carl Waldspurger che era ingegnere capo presso VMware e responsabile per la gestione delle risorse di base e le tecnologie di virtualizzazione).

CloudPhysics-Logical Come già scritto, CloudPhysics propone una soluzione puramente SaaS, con una grande semplicità di deploy: basta scaricare un particolare virtual appliance (Observer vApp OVA), deployarla nella vostra infrastruttura, accenderla e configurarla e siete pronti ad usare CloudPhysics. In pochi minuti state già caricando le vostre metriche nel sistema di CloudPhysics e siete pronti a lavorare e analizzare le vostre informazioni.

Questo prodotto/soluzione costituisce veramente un big data analytics system complesso: già un singolo datacenter con 500 VM e 500 server può produrre circa 1 Billion Data Point (25Gb di dati). Possono anche sembrare pochi (almeno in termini di spazio), ma se consideriamo che CloudPhysics raccoglie e gestisce i dati di tutti i clienti (i dati sono salvati in modo sicuro ed anonimizzato) è chiaro che per loro sicuramente è un problema di big data e le soluzioni di scaling sottostante non sono banali.

Non esiste una variante on-site della loro soluzione: solo modalità SaaS soprattutto per gestire in modo centralizzato tutta l’intelligenza di elaborazione dei dati, ma se vogliamo anche per avere una base di conoscenza molto grande ed estesa.

CloudPhysics ama definirsi una soluzione simile a Google (nel motore di ricerca) applicata ai datacenter (dinamici): aiuta a capire i dati e l’interazione tra di loro, dando risposte chiare a domande semplici (come “quante altre VM posso aggiungere alla mia infrastruttura?”). Le tecniche e le problematiche di analisi sono molto simili a quanto avviene al motore di ricerca Google, ma il numero di risultati richiesti è (e deve essere) limitato.

CloudPhysics-CardsL’aspetto che salta subito all’occhio è che il sistema rende semplici ed immediate le informazioni che vengono rappresentate sotto forma di Card (concettualmente simili ai badge, ma in grado di ospitare più informazioni al loro interno).

Si potrebbe paragonare una Card ad una App particolare che rappresenta una “fetta” di dati e di sistemi. Di fatto un’analisi confezionata come entità singola e di semplici visione con cui comunque potete interagire. Esistono già molte Card pronte all’uso e preconfezionale come ad esempio: Snapshots Gone Wild, Datastore Contention, HA Simulation, …

Ma l’aspetto ancora più interessante è la possibilità di realizzare le proprie card e volendo condividerle all’interno della community di un vero e proprio Card Store simile ad un AppStore.

La prima volta che accede a CloudPhysics, si arriva nella propria personal dashboard, chiamata the Deck, dove potrete vedere le carte CloudPhysics già pronte ed potete già consultare il vostro sistema.

È possibile organizzare le carte come si desidera e anche creare nuovi “mazzi” (Deck) che raccolgono specifiche carte. Nuove carte possono essere aggiunte al vostro Deck selezionandole dallo store oppure realizzandole ex-novo con uno strumento chiamato Card Builder.

Card Builder rende possibile creare le proprie carte. L’aspetto interessante è che non ci si deve preoccupare di scrivere script o imparare le API VMware. Con Card Builder, è possibile implementare sistemi di analisi anche complessi con dei semplici clic. Ad esempio, molti utenti utilizzano questa capacità di creare analisi personalizzate per individuare la root cause in scenari di troubleshooting.

Le tre demo che abbiamo visto sono state scelte da casi possibili (e persino abbastanza tipici) per dimostrare la potenzialità dello strumento:

  • Finding VMware vSphere operational Hazards before they find you
  • Troubleshooting storage performance and configuration issues
  • SSD cost/performance analytics using CloudPhysics

Tra l’altro l’aspetto interessante è che non solo è stato spiegato l’uso dello strumento, ma anche l’approccio alla risoluzione dei problemi di questi scenari.

Quella che forse mi ha interessato maggiormente è stata la demo sulla scelta degli SSD visto che come tipo di scelta può iniziare a diventare abbastanza comune o comunque è molto comune domandarsi se e come possono portare benefici. La demo ha mostrato l’utilizzo di CloudPhysics Cache Benefits Analysis per aiutare i team IT nel capire la modalità di come gli SSD possano portare vantaggi nel vostro datacenter (e in particolare quale potrebbe essere la dimensione ottimali degli stessi).

Per maggiori informazioni (in inglese) vedere anche:

Disclaimer: Sono stato invitato a questo meeting da GestaltIT e che ha coperto i costi per il viaggio e l’alloggio. Ma non sono stato ricompensato in alcun modo per il mio tempo e non sono in obbligo di scrivere articoli riguardo all’evento stesso e/o gli sponsor. In ogni caso, i contenuti di questi articoli non sono stati concordati, rivisti o approvati dalle aziende menzionate o da altri al di fuori del sottoscritto.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2906 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


Related Post:

Share