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Note

Questo prodotto è stato dismesso nella versione vSphere 5.1 e sostituito dal nuovo prodotto VDP.

Disclaimer

Non lavoro per VMware e non voglio dire, con questo post, che VDR è il miglior programma di backup del mondo! Ma essendo incluso in molte edizioni (tutte eccetto la Essential) è comunque una possibile soluzione. Da notare che le prime versioni erano affette da numerosi bug e problemi di stabilità… ma ora (dalla release 1.2) il prodotto è migliorato parecchio è può essere preso in considerazione (seppur con tutti i suoi limiti).

VMware Data Recovery (VDR)

Da notare  che questo prodotto funziona in modo molto simile (come concetto) alle prime versioni di esXpress (utilizzando una o più virtual appliance per gestire i backup).

Pro

  • è una possibile soluzione di backup e può trovare campi di applicazioni soprattutto nel segmento SMB
  • richiede una licenza host valida, ma di fatto tutte le edizioni di vSphere 4.1, eccetto l’Essential, la includono
  • per il motivo precedente può essere più economico di altre soluzioni, ma chiaramente con maggiori limiti di funzionalità
  • dispone di un’interfaccia grafica (integrata nel vSphere Client) relativamente semplice e intuitiva (a parte forse qualche aspetto come la cancellazione dei backup e la retention)
  • lavora tramite una virtual appliance all’interno della stessa infrastruttura di virtualizzazione (e quindi non richiede ulteriore hardware)
  • per il motivo precedente è semplice da installare e, grazie al setup wizard, è anche semplice da configurare
  • gestisce backup a livello di immagine (ma il restore può essere sia a livello di immagine che a livello di singolo file)
    da notare che permette anche specificare in modo selettivo solo alcuni vmdk (questo non sempre è semplice con altri programmi di backup), inoltre c’è da notare che il restore granulare dei file è sia per Windows che per Linux (quest’ultimo di solito è una feature a parte in molti programmi di backup)
  • il restore a livello di file può essere anche delegato all’interno della VM in modo molto semplice, senza la  necessità di disporre di accessi all’infrastruttura di virtualizzazione (anche questo può non essere così semplice da implementare con altri programmi di backup)
  • gestisce la deduplica (senza bisogno di licenze addizioni)
  • il primo backup è full, tutto gli altri sono con deduplica (di fatto è più efficace che uno schema di tipo full/incrementale)
  • per le VM con virtual hardware 7 utilizza il Changed Block Tracking (CBT) per gestire le modifiche incrementali alle VM (e per ridurre il traffico dati dei backup)
  • i vari restore point sono visualizzati in modo semplice per ogni VM
  • è in grado di salvare i backup su vmdk (o RDM) oppure share di rete (in modo nativo con CIFS, oppure su datastore NFS utilizzando i vmdk come destinazione)
  • dispone di un wizard per creare job di backup
  • può lavorare anche indipendentemente da vCenter Server (basta collegare il vSphere Client con il VDR plugin direttamente agli host)
  • può lavorare in modalità LAN free (vedere note successive)
  • è completamente agent-less (nessun agente deve essere instalato nelle VM o sugli host, benché è vivamente consigliato di installare le VMware Tools in ogni VM)

Contro

  • è un prodotto comunque limitato nelle sue funzionalità
  • è unicamente una soluzione di tipo backup to disk (B2D)
    è comunque possibile integrarlo con una soluzione di backup to tape (B2T): http://xtravirt.com/xd10131
  • la deduplica non può essere disattivata (e quindi il virtual appliance richiede parecchia potenza di calcolo)
  • il task di integrity check richiede molto tempo (proporzionale alla dimensione della destinazione) ed è un’attività bloccante… per questo motivo è opportuno limitare la dimensione delle destinazioni
    da notare che nella prossima versione (VDR 2.x) questa operazione (e anche quella di reclaim) possono essere pianificate in una finestra temporale diversa da quella dei backup
  • supporta al massimo due destinazioni montate (vedere le note successive)
  • non è (nativamente) in grado di inviare notifiche via mail
    esistono script per aggiungere questa funzionalità, come ad esempio: Email reporting for VDR
    ma nella prossima versione (VDR 2.x) la funzionalità sarà direttamente integrata (e sembra funzionare anche bene)
  • l’operazione di reclaim non avviene subito (alla cancellazione di un recovery point), ma è periodica… ma comunque non sempre libera lo spazioni come si vorrebbe o come è specificato nelle retention policy
  • il plugin attuale (ma sembra anche quello della versione 2) non è molto integrato con gli inventari di vCenter, usa un proprio inventario del tutto simile a quello Hosts&Clusters secondo me era meglio poter vedere i restore point e lanciare i backup direttamente alla propriotà delle VM e in generale da qualunque inventario
  • il virtual appliance richiede parecchie risorse (di CPU e memoria) per lavorare bene… non provate a ridurre le impostazioni di default
    questo comunque è un problema comune ad ogni programma di backup… al limite è accentuato dall’impossibilità di disattivare la deduplica
  • il prodotto non è in grado di gestire un backup a livello applicazione (vedere note successive per il grado di consistenza) e soprattutto non gestire restore a livello applicativo (come ad esempio mail di Exchange, tabelle di SQL Server, …)
    una possibile soluzione potrebbe essere quella di ricorre a script per gestire meglio il contenuto delle applicazioni

Installazione configurazione

La procedura di installazione è molto semplice (di fatto è l’import di una VA) e la configurazione è semplificata dai wizar. Notare è possibile usare più di un appliance per aumentare la “potenza” dei backup e avere più VDR che lavorano in parallelo e/o per avere più destinazioni.

L’appliance è in grado di lavorare bene anche in DHCP (configurazione di default), ma è meglio configure un indirizzo statico e nella stessa rete di vCenter Server e del Management interface degli host  (per ridurre il traffico di rete).

Da notare che plugin del VDR non si scarica come molti altri dal vCenter Server, ma va installato manualmente (trovate il file MSI direttamente della ISO del VDR). Può sembrare un aspetto negativo, ma comporta un vantaggio: che il VDR non dipende da vCenter Server (in effetti è anche adatto per gestire backup di vCenter Server virtuali).

Un altro aspetto interessante è che il catalogo e le informazioni dei backup non sono né sul vCenter Server né sugli host, ma direttamente nella destinazione dei backup. Il vantaggio è che in caso di problema basta deploiare un nuovo VDR e montare la destinazione esistente per importare e recuperare i vari backup.

Come gestisce il backup

Come un po’ tutti i prodotti di backup in ambito virtuale, il primo passo è creare una snapshot di VMware alla VM che dovrà essere sottoposta a backup, in particolare la snapshot è di tipo guest quiescence (e pare non esserci modo per disabilitare questa modalità). A questo punto la snapshot dei dischi virtuali sarà usata per eseguire il backup a livello immagine (e con il virtual hardware 7 sarà usata automaticamente la funzione CBT per tracciare le modifiche ai blocchi tra un backup e il successivo e ridurre in questo modo i tempi e volume dati trasferito dai backup).

Il trasferimento dei dati può avvenire in modi diversi (le diverse modalità sono comunque comuni a tutti i programmi di backup). Nel caso di di VDR solo due modalità “transport” sono supportate:

  • network based copy: i dati sono trasferiti attraverso la rete
  • hot-add: i dati sono trasferiti direttamente dallo storage

Per capire quando VDR usa la modalità rete invece di quella SCSI Hot-Add vedere: http://kb.vmware.com/kb/1012862

Per disattivare una specifica modalità, vedere le advanced options di VDR (contenute nel file datarecovery.ini): http://kb.vmware.com/kb/1013175

Per ulteriori informazioni (in inglese) vedere anche:

Application level backup and restore

Come scritto in precedenza, per gestire il backup (ma soprattutto il restore granulare) a livello applicativo bisognerebbe ricorrere a soluzioni di backup tradizionali con agenti applicativi. VDR fornisce solo il supporto per il restore a livello di file, ma nulla vieta di implementare soluzioni personalizzate per includere il backup &  restore applicativo.

Un possibile modo è ricorrere a script da eseguire nella macchina guest prima e dopo un backup, esattamente come di faceva con VCB:

Riguardo alla consistenza dei backup di solito è crash consistant o al più (con la quiscienza file consistant)… ma in realtà da Windows Server 2003 può essere anche application consistant… a patto però che le applicazioni siano VSS compliant.

Troubleshooting

Some personal tips

  • In che modo l’appliance è riconosciuto come di tipo VDR appliance (potete notare che nell’inventario di VDR è visualizzato in modo diverso)?
    Sembrerà strano, ma è il campo note che permette il riconiscimento: la prima riga deve essere “VMware Data Recovery Module”
  • Utilizzare destinazioni “piccole”: meno di 1 TB per destinazioni vmdk, e meno di 512MB per destinazioni CIFS
    Questo riduce i tempi di integrity check e la stabilità di VDR
  • Se possibile, evitare le destinazioni CIFS (ho sempre avuto problemi, dopo un po’ di settimane di utilizzo)
  • Utilizzare le due destinazioni consentite in un modo “furbo”: create almeno 2 differenti policy di backup con differente pianificazione (ma senza sovrapposizioni)… in questo modo potete perdere (o riformattare) una destinazione senza perdere troppi restore point
  • Per gestire più di due destinazioni (ad esempio per una qualche politica di “rotazione” dei supporti) collegate tutte le destinazioni che desiderate e poi usate il mount/umount per tenerne solo due attive
    Non cambiate però l’ordine delle destinazioni o aggiungete e togliere dischi al VDR… perché spesso si confonde se le destinazioni cambiano nome del disco
  • Cosa fare se il reclaim non funziona?
    Purtroppo lo spazio non viene liberato subito, neanche cancellando dei restore point (è l’operazione di reclaim che libera spazio)… al momento l’unica soluzione deterministica che ho trovato, nel caso il reclaim non funzioni, è riformattare la destinazione (per questo motivo ne uso più di due)
  • Come eseguire un backup LAN free?
    Assicurarsi dai log che venga usata la modalità hot-add e usare come destinazione una SAN o un datastore NFS su rete dedicata
  • Come ridurre il numero di operazioni concorrenti per evitare l’overload (o in alcuni casi anche il blocco) della destinazione?
    Dopo aver stimato il numero di operazioni in base a test ed al tipo di storage (per esempio su un Terastation iSCSI ho visto che può di 4 operazioni potevano rallentarlo e/o bloccarlo) e impostare il valore nelle advanced options, ad esempio per impostare max 4 operazioni:
    MaxBackupRestoreTasks=4
  • Per aggiungere la notifica via mail (a VDR 1.2.x), usare questo script:
    http://www.sheenaustin.com/2010/10/20/vmware-data-recovery-status-report-script/
  • Per VM con Windows Server 2008 o successivo aggiornate da precedenti versioni di vSphere o VI, vedere questa nota nell’admin guide:
    http://www.vmware.com/pdf/vdr_12_admin.pdf – pag 38
    Note that on vSphere 4.1 (I’ve not verify on 4.0) new VMs have already the disk.EnableUUID=TRUE parameter

VDR 2

La nuova versione vSphere 5 include anche una nuova versione di VDR (2.0) con alcune miglioramenti:

  • L’appliance di VDR utilizza una CentOS 5.5 a 64-bit (rispetto alla 5.2 precedente). Certo… tanto valeva usare la 6.0 o almeno la 5.6… ma meglio di niente.
  • I file di swap delle VM (a livello VMware) vengono ignorati dai backup poiché non sono rilevanti per il restore di una VM. Il backup risulta quindi più veloce.
  • Le operazioni di integrity checks e reclaim sono finalmente pianificabili all’interno di una finestra temporale (Destination Maintenance window).
  • L’oprazione di integrity checks è più flessibile.
    • Filmente può riprende da dove si era interrotta. Da notare però che non vale nel caso di uno stop manuale (in questo caso ripartirà dall’inizio)..
    • Non è più bloccante e altre operazioni possono essere eseguite in parallelo (incluse operazioni di backup).
  • Le prestazioni delle operazioni di backup, integrity check e reclaim sono state migliorate.
  • Per le destinazioni di tipo CIFS il VDR è molto più “resistente” a problemi temporanei di rete.
  • Per sospendendere i job è anche possibile mettere in suspend l’intero VDR (è più veloce che spegnerlo per poi riaccenderlo).
  • Sono include le notifiche via e-mail (benché non siano personalizzabili).

Da notare che la procedura di aggiornamento rimane la stessa vista finora: rinominare il VA, crearne uno nuovo e collegare le destinazioni per importare e convertire i backup.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2904 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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