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Come già anticipato nel post precedente, esistono diversi approcci per implementare un Software Defined Datacenter SDDC) e il nuovo prodotto EVO:RAIL rappresenta la soluzione secondo VMware per implementarne in modo rapido e semplice basandosi su infrastruttura Hyper-Converged.

EVO rappresenta una nuova famiglia di prodotti e soluzioni di tipo Hyper-Converged, ed EVO:RAIL rappresenta il primo prodotto/soluzione all’interno di questa famiglia. Annunciato già nel primo giorno del VMworld US 2014 (insieme ai primi EVO partner) sarà disponibile dalla seconda metà del 2014, secondo la modalità già spiegata della distribuzione pacchettizzata (sotto forma di appliance fisico vero e proprio) dai vari vendor (o meglio, dagli EVO partner), un po’ come avviene per le versione OEM pre-installate di VMware vSphere, con la differenza che EVO:RAIL sarà disponibile SOLO in questa forma (e quindi l’unico modo per provarlo è usare un Hands on lab oppure acquistarlo). Come era facilmente immaginabile nell’elenco dei partner EVO vi sono nomi come Dell, EMC, Fujitsu, Inspur, NetOne, SuperMicro.

VMware-EVO-RAILDal punto di vista tecnico, EVO:RAIL è di fatto un appliance (o potremmo definirlo un “building block”) di 2 unità standard che contiene al suo interno 4 nodi (dei veri e proprio mini server, si veda per esempio, la serie PowerEdge C di Dell per un esempio di questi sistemi), ogni nodo rappresenta un sistema fisico indipendente, a parte gli alimentatori che sono condivisi (e questo è abbastanza different rispetto ad un sistema blade, con però il vantaggio dei costi minori e di nessun single point o failure).

Il tipo di form factor e la scelta del numero di nodi per ogni appliance (inizialmente sarà solo questo) è stata scelta da VMware in base ad un’indagine sulle soluzioni esistenti e sulle richieste di mercato. Da un lato sicuramente semplifica il deploy, permette buone densità (di fatto 4 server in 2 unità) e buona efficienza. Dall’altra parte limita le possibilità di scelta e quindi potrebbe non andare bene in tutti gli scenari o per tutti i clienti.

Ognuno dei 4 nodi di un appliance EVO:RAIL è caratterizzato dai seguenti requisiti (minimi):

  • Doppio processore Intel E5-2620 v2 (esacore)
  • 192GB di memoria RAM
  • Fino ad 24 dischi (per tutto l’appliance) di tipo hot plug da 2.5″
  • Un SLC SATADOM o SAS HDD come dispositivo di boot per ESXi™
  • Tre dischi SAS 10K RPM 1.2TB per il VMware Virtual SAN™ datastore
  • Un disco SSD 400GB MLC enterprise-grade come read/write cache
  • Un controller Virtual SAN-certified pass-through disk
  • Due NIC da 10GbE (configurate con connettore 10GBase-T o SFP+)
  • Una scheda da 1GbE per le funzioni di IPMI di out-of-band management
  • Uno slot di espensione PCI-E
  • Due alimentatori

Ovviamente questi sono i requisiti minimi e ogni EVO partner potrebbe optare per soluzioni diverse, mantenendo fissi i form factor e i requisiti minimi. Immagino poi che successivamente appariranno nuovi form factor per casi molto specifici (ad esempio per il VDI, quando servono molte schede GPU).

EVO-RAIL-ArchitectureL’infrastruttura è perfettamente scalabile fino ad un massimo (in questa prima versione) di 4 Hyper-Converged Infrastructure Appliance (HCIA), che corrispondo ad un massimo di 16 nodi in cluster VMware (considerando che il limite di vSphere è doppio, è immaginabile una scelta conservativa all’inizio per poi sbloccare la crescita fino al limite massimo in una seconda versione del prodotto).

Notare che alla soluzione è da aggiungere uno switch (o meglio due in configurazione ridondata) top of rack (ToR) da 10Gbps che non è incluso nel pacchetto base, ma visto che alcuni dei vendor elencati tra gli EVO partner hanno anche switch nel loro portfoglio è prevedibile che vi saranno anche soluzioni più complete chiavi in mano.

La parte di storage, come è prevedibile sarà implementata da Virtual SAN, del resto siamo di fronte ad una soluzione Hyper-Converged.

Ma la parte più interessante e caratterizzante di EVO:RAIL è il software di gestione che lo rende particolarmente semplice e veloce da installare, configurare e gestire:

  • Configurazione in pochi minuti
  • Gestione semplice e completamente HTML5
  • Upgrade semplice e completamente non-disruptive
  • Scalabilità automatica aggiungendo nuovi appliance (e quindi tipo scale-out)

L’installazione è veramente semplice e non richiede competenze particolari, ed è completamente guidata da un wizard che in pochi passi e in poco tempo configura l’intero ambiento con tanto di deploy degli ESXi (si utilizza una nuova tecnica di deploy che non è basata sull’AutoDeploy) e dei vari virtual appliance (tra cui anche vCenter Server distribuito sotto forma di appliance Linux con relativo database embedded).

EVO-RAIL-Configuration1 EVO-RAIL-Configuration2

E la gestione è altrettanto semplice, grazie ad un’interfaccia intuitiva, veloce, ma soprattutto HTML5 e quindi compatibile con tutti i browser moderni (senza alcun bisogno di plug-in). Ma l’aspetto interessante è che questa nuova interfaccia è in realtà costruita sulle normali vSphere API, tanto più che si può schegliere se usare questa o usare direttamente il vSphere Web Client.

La nuova interfaccia (che dovrebbe essere integrata nel virtual appliance del vCenter Server) è sicuramente più semplice e veloce, ma soprattutto orientata ai task più comuni. Inoltre si presta per interessanti utilizzi come il self-provisioning o l’implementazione di ambienti multi-tenant.

EVO-RAIL-VM

EVO:RAIL rappresenta un’interessante novità e può rappresentare una scelta per tutti i clienti che devono implementare una nuova infrastruttura o cambiarne una esistente con una più moderna. Per la semplicità di utilizzo sembrerebbe perfetto per le PMI, ma purtroppo l’intero sistema è basato su vCenter Stardard (per supportare più di 3 nodi) e su ESXi Enterprise Plus… quindi dovremo aspettarci prezzi non proprio da PMI…

E’ tutto perfetto o sarà perfettibile? Siamo comunque di fronte ad una versione 1.0 di un prodotto che dal punto di vista della interfaccia grafica ha beneficiato molto dall’esperienza di altri prodotti (si pensi ad esempio a vCloud Hybrid Service), ma che comunque dovrà crescere: l’accesso a vCenter Server servirà ancora per alcune attività, le API pare non ci siano in questa prima fase (come forse mancheranno anche i plug-in), l’integrazione con l’hardware sarà sicuramente da migliorare (ad esempio l’aggiornamento dei firmware non è al momento gestibile dall’interfaccia di EVO:RAIL)… Ma sicuramente promette bene.

Sarà anche interessante vedere se e come questa soluzione “ucciderà” altre soluzioni simili? Non parlo tanto di aziende nate già con soluzioni hyper-converged (ad esempio Nutanix), ma più che altro i vari EVO partner che magari hanno già nel proprio portfolio giù delle soluzioni simili o converged o persino hyper-converged (ad esempio Dell has la serie vStart ma, di recente, anche una versione ri-brandizzata Nutanix)… sarà da vedere se i sistemi esistenti continueranno a supportare anche VMware vSphere o rimarranno solo per latri hypervisor o per ambienti OpenStack.

E come e quanto può cambiare la vita dei system administrato (o meglio dei virtualization admin)? Si potrebbe pensare che toglierà lavoro e competenza… ma in fondo, assodato che il taglio del prodotto è medio-alto (a meno di grandi sorprese nei prezzi) il lavoro rimarrà, sia per quanto riguarda pe PMI, sia per quanto riguarda le realtà medie-grandi dove comunque serviranno analisti, architetti, buoni integratori, …

Una curiosità invece sul nome: è confermato che EVO indica la parola ‘Evolutionary’ e RAIL invece rappresenta semplicemente le “slitte” per il fissaggio a rack. Bisogna invece ricordare che EVO:RAIL era precedentemente conosciuto con altri nomi: Marvin (Marvin Droid o una sua versione stilizzata è comunque visibile in molte schermate) o Mystic.

Per maggiori informazioni (in inglese) su EVO:RAIL vedere anche:

Notare infone che EVO:RAIL è sicuramente il primo prodotto della famiglia EVO, ma che non è l’unico, visto che da poco è stata annnciata una Technology Preview di un altro prodotto chiamato EVO:RACK.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2908 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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