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Durante la prima edizione europea dei Tech Field Day (in particolare i Tech Field Day extra al VMworld di Barcellona) una delle aziende che abbiamo visto nel secondo giorno è stata Veeam con una sessione molto interessante ed inusuale.

Penso che Veeam non necessiti di presentazioni visto che molto conosciuta sia in ambito data protection che nell’ecosistema legato alla virtualizzazione.

A rappresentare Veeam vi erano niente di meno che Doug Hazelman (VP or Product Strategy and Chief Evangelist at Veeam Software), Rick Vanover (Product Strategy Specialist and Community Manager at Veeam Software) e l’italiano Luca Dell’Oca (EMEA Evangelist at Veeam). L’aspetto interessante è che, benché fosse su alcune delle novità delle Veeam Availability Suite, la sessione è stata articolata su the argomenti specifici che in qualche modo sono legati a problemi dovuti ai backup (o alla necessità di backup).

TFDxNella prima parte Luca ha spiegato in cosa consiste una delle nuove funzionalità chiamata Backup I/O Control e pensata per ridurre l’impatto dei job di backup sulle prestazioni dello storage (che con un buon numero di Veeam proxy potrebbe anche essere elevato).

Normalmente si eseguono backup all’interno di una finestra di backup che esclude orari di produzione, ma non sempre è possibile individuare una chiara finestra di backup o non sempre è possibile escludere altre attività negli stessi orari (ad esempio ottimizzazione di database).

Questa nuova funzione è definita da Veeam come una “automated intelligent load balancing on steroid”, o volendo potrebbe essere definita come una funzione di QoS (utilizzando l’analogia con le altre funzioni di I/O control presenti in VMware). Il nome rende sicuramente l’idea di quello che fa ed è in linea con nomi simili (Storage I/O control or Network I/O control in VMware vSphere), anche se il nome iniziale di “slowdown” forse rendeva più l’idea di come svolgeva il suo compito.

In sostanza rallenta i processi di backup se iniziano ad impattare eccessivamente sullo storage (viene misurata la latenza dello storage stesso). Vi sono due soglie di latenza differenti che possono essere impostate: la prima (di default 20ms) si limita a bloccare nuovi job non appena viene superata, la seconda (di default 30ms) segna il momento in cui i processi in esecuzione vengono rallentati. Sull’edizione Enterprise queste soglie sono globali, mentre sull’edizione Enterprise Plus sono impostabili separatamente per ogni  (o volume).

Notare che questa funzione è implementata sia per vSphere che per Hyper-V, l’unica differenza è in come le informazioni sulla latenza vengono collezionate: su vSphere si usano gli indicatori standard (e si spiega perché il dato è aggiornato ogni 20 sec) mentre su Hyper-V si utilizza un sistema proprietario sviluppato da Veeam.

Grazie a questa soluzione è possibile eseguire backup job anche durante attività ordinarie o comunque lasciarli insieme ad altri processi. Ma anche se fossimo in una finestra di backup pulita è in ogni caso potenzialmente utile dato che minimizza l’impatto che il backup potrebbe avere sullo storage.

Veeam Backup I/O Control

Nella seconda sessione, Rick ha introdotto una nuova interessante funzione (in questo caso inclusa in tutte le edizioni) chiamata Snapshot Hunter, pensata per individuare le snapshot di VMware che rimangono pendenti post job di backup. Questo problema non riguarda solo Veeam, ma qualunque programma di backup che utilizzi le API di tipo VADP sviluppate da VMware.

Ogni programma VMware compiant deve usare un particolare SDK che pecca in funzioni di debug o in funzioni di segnalazione di anomalie e quindi il programma di backup pensa che la snapshot sia stata rimossa, ma in realtà magari è ancora presente. Finché rimane nell’albero delle snapshot è facilmente gestibile (ed è anche possibile creare un custom allarm per segnalarlo), ma quando la snapshot rimane “orfana” i problemi non sono pochi… si continua a scrivere nella snapshot con conseguenze sulle prestazioni e sullo spazio utilizzato.

Una soluzione (ma non sempre deterministica) è usa la nuova funzione di consolidate (introdotta in vSphere 5.0) per sistemare l’albero delle snapshot.

Con Snapshot Hunter, dopo ogni backup job viene implementato un nuovo controllo (abilitato di default) che identifica possibili problemi legati a snapshot di VMware pendenti e se ne individua prova a risolvere automaticamente questi problemi usando le KB specifiche di VM. Sicuramente una grande aiuto per gli amministratori di VMware, ma anche per il supporto tecnico di Veeam, visto che questa casistica pare sia la top #1.

Veeam Snapshot Hunter

Nella sessione finale, Doug ha fornito qualche dettagli in più riguardo il nuovo prodotto Endpoint backup FREE (uno dei grossi annunci recenti di Veeam), un tool che può aiutare a proteggere anche gli end point (con il limite che devono essere Windows (ma già sicuramente un buon inizio per un prodotto gratuiti). Questo prodotto è pensato per gli IT pro e prevalentemente per l’utilizzo su laptop o desktop Windows (ma può anche essere usato su Windows Server recenti per proteggere l’eventuale infrastruttura residua che non è stata virtualizzata).

Sicuramente curioso il fatto che questo prodotto è completamente gratuito e lo stesso Doug ha confermato che rimarrà gratuito (o che almeno ne rimarrà una versione grauita)… Di fatto non ha escluso che in futuro non potrebbe portare ad una versione a pagamento, ma lo stesso è avvenuto con FastSCP che mano mano è poi diventato Veeam Backup (ma comunque esiste Veeam ZIP che rimane sempre un prodotto gratuito).

Uno degli aspetti più interessanti di Veeam Endpoint Backup è che non richiede alcun server o alcuna componente di Veeam Backup & Replication (benché possa integrarsi): è tutto software che gira a livello di cliente e può scrivere direttamente su una delle seguenti destinazioni:

  • Disco locale o supporto
  • Folder condivisa (CIFS o SMB)
  • Veeam Repository

Notare che vengono scritti dei file di backup standard nel formato Veeam e quindi, nel caso si utilizzi un Veeam Repository è possibile ad esempio utilizzare un Backup Copy Job per il vaulting. Il restore però deve essere fatto dall’endpoint. Una delle funzioni più interessanti è quella di bare metal restore, che permette il ripristino dell’intero sistema anche su hardware diverso: viene creata una nuova ISO bootabile, con l’opzione di poter iniettare nuovi driver (nel caso di sistema diverso). Per quanto riguarda il tipo di protezione dei dati è possibile impostare la frequenza (anche ogni ora) e il numero di giorni di (come in un qualunque job di backup Veeam). Nei menu si è persino intravista l’opzione “Backup I/O Control” che però lavora in modo diverso da quella spiegata in precedenza: il concetto è simile, ma in questo contesto questa opzione disabilita il backup durante l’utilizzo da parte dell’utente.

Naturalmente manca (per ora) di molte funzioni di programmi a pagamento (e decisamente più complessi anche come implementazione), come il Wake-up On LAN, il supporto per dispositivi mobile, la casistica dei roaming user (l’end point deve raggiungere il target via IP e quindi per utenti esterni è necessario usare una VPN).

Già così è un prodotto da provare appena sarà in beta… Ma sarà anche interessante vedere come potrà evolvere… ad esempio sarebbe molto bello se potesse integrarsi con il Veeam Cloud Connect per gestire il backup di utenti mobili o per fornire un servizio di tipo backup as a service.

Veeam Endpoint Backup Free

Disclaimer: Sono stato invitato a questo meeting da GestaltIT. Ma non sono stato ricompensato in alcun modo per il mio tempo e non sono in obbligo di scrivere articoli riguardo all’evento stesso e/o gli sponsor. In ogni caso, i contenuti di questi articoli non sono stati concordati, rivisti o approvati dalle aziende menzionate o da altri al di fuori del sottoscritto.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2908 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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