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Visto che il periodo dell’esame VCP5-DT beta si è appena concluso, volevo aggiornare le mie considerazioni sugli esami beta di VMware (il mio primo post a riguardo risale a circa un anno fa).

Esami in beta ed esami “regolari”

Gli esami in beta sono in un breve periodo prima dell’uscita dell’esame finale. Negli esami in beta vi sono più domande (molte di più) ma anche più tempo a disposizione per rispondere e commentare le domande. Anche l’iscrizione è diversa (di solito su invito) e non è previsto alcuna possibilità di ri-sostenere l’esame beta.

Rispetto a molti esami normali, il risultato dell’esame beta non si conosce dopo l’esame stesso, ma dopo settimane (o mesi). Un pass nell’esame beta corrisponde ad un pass nell’esame ufficiale (ma con la data dell’esame beta, quindi con largo anticipo).

I vantaggi per VMware

L’esame beta rappresenta un modo per testare l’esame stesso, verificare e controllare le domande, la loro difficoltà, la loro copertura, stimarne il numero e la durata dell’esame finale… tutti aspetti fondamentali per la buona riuscita…

Oltre a questo, secondo me, servono anche i giusti tempi, sia in termini di durata dell’esame beta, sia in termiti di elaborazione e affinazione dei dati ottenuti prima di passare all’esame finale. Il tutto ovviamente rapportato ai tempi di rilascio dei nuovo prodotti.

La difficoltà delle domande (e la loro variabilità) può contribuire alla “serietà” di un esame di certificazione… ma può non bastare negli esami a risposta multipla. Questo a causa dei vari brain-dump o anche alla possibilità di copiare o dialogare tra i diversi candidati presenti ad un esame. Almeno quest’ultimo problema più facilmente essere risolto, più che con un controllo ossessivo dei responsabili del testing center, con una durata dell’esame calibrata in modo da lasciare giusto il tempo a rispondere alle domande…

Garantire un buon livello di un esame (e la sua integrità) contribuisce ad aumentare il valore della relativa certificazione.

I vantaggi per l’utente

  • Occasione per testare la propria capacità su un numero maggiore di domande.
  • Occasione di vedere le probabili domande dei test finali… anche se non si passa l’esame in beta sarà comunque un vantaggio per l’esame finale.
  • Opportunità di essere tra le prime persone certificate.
  • Il costo dell’esame beta è minore dell’esame finale (per alcuni vendor può persino essere gratuito).
  • Partecipare ad una beta permette di contribuire a migliorare l’esame finale.
  • In alcuni casi è più facile passare l’esame in beta (più domande possono voler dire più opportunità…).
  • Secondo me, passare un esame beta aumenta il valore della certificazione… quello che è certo è che chi l’ha passato l’ha fatto con le sue capacità (visto che non possono ancora esistere brain-dump). Con questo non voglio dire che chi passa l’esame finale lo fa “barando” (il problema riguarda sicuramente una solo minoranza).

Cosa non va e come si potrebbe migliorare?

Di solito i vantaggi descritti sono sufficienti o quanto meno compensano gli svantaggi… Ma tutto è perfettibile:

  • Fee: potrebbe essere free, ma personalmente concordo con la scelta di VMware di applicare comunque una fee. Questa può essere un deterrente per chi vuole solo “tentare” l’esame, lasciando, forse, più posti per le persone davvero interessate. Quello che forse sarebbe utile definire è quale sia la percentuale di sconto (per me, andrebbe bene un 75% ) e magari tenere fissa questa percentuale o almeno cercare di garantire che successivamente (nell’esame finale) non vi siano promozioni con lo stesso sconto (era successo ad esempio nell’esame VCAP4-DCD).
  • Durata: più di 4 ore sono decisamente troppe (ma per il VCAP-DCA probabilmente sarebbero necessarie, almeno per compensare eventuali problemi o rallentamenti del lab). L’aspetto spiacevole è che in molti testing center, durante quel periodo non viene lasciata neppure la possibilità di tenere un bicchiere di acqua (e mi è capitato d’estate… senza l’aria condizionata).
  • Modalità: l’esame deve rispecchiare quello che sarà poi l’esame finale. Se vi sono restrizioni o limitazioni particolare, secondo me, vanno comunicate prima. Ad esempio nel beta del VCAP4-DCD non vi era la funzione di “review”… peccato che io la usi spessissimo (anche in virtù del mio scarso inglese)… la mancanza di questa funzione mi ha fatto perdere molto tempo in più e pure sbagliare alcune domande (causa fretta).
  • Location: capisco che per gli esami VCAP si richieda un testing center “con alto livello qualitativo” (ma poi perché anche per il “tradizionale” esame VCP-DT?!)… Ma questo limita tantissimo la partecipazione agli esami beta sia perché in alcuni paesi vi sono pochissimi centri (non capisco come sia possibile che in Italia ve ne sia solo uno che in fondo è uguale a tutti gli altri) e pensare di farsi un viaggio di più di 1000Km non è sempre facile. Ma peggio ancora se i pochi centri disponibili sono già occupati per tutto il periodo della beta… questo è inammissibile e discriminatorio. Se c’è una beta un numero minimo (maggiore di zero) di posti dovrebbe essere garantito per ogni nazione.
  • Periodo: 2-3 settimane per la beta potrebbero essere sufficienti… sicuramente una sola settimana è troppo poco. Ma anche due sotto le feste potrebbero essere insufficienti (come capitato con il VCP5-DT).
  • Preavviso: non ha senso mandarlo il giorno in cui inizia la beta… se si vuole che sia preparata in modo serio bisogna lasciare almeno 1-2 settimane di preavviso in modo da studiare e organizzarsi con gli impegni lavorativi. Abbinando questo problema a quello dei testing center che in certi periodi (vedi sotto le feste e/o sotto determinate scadenze) sono completamente pieni, si capisce che è necessario in minimo di pianificazione.
  • Participanti: concordo sulla scelta di avere inviti e voucher nominali (questo per evitare fenomeni di partecipazione di massa, come successo ad esempio con l’esame beta di Windows 7 dove i posti si sono esauriti in poche ore), ma una maggior trasparenza sulla scelta dei particanti secondo me non guasterebbe. Ad esempio si legge (nel sito delle certificazioni VMware) che un beneficio delle certificazioni VCAP e VCDX è “invitation to participate in select beta classes and exams”. Ma non è sempre stato applicato… Più equo o almeno più realistico potrebbe essere scegliere i partecipati tra quelli coinvolti nella beta del relativo prodotto.
  • Risultati: va bene che è necessario un po’ di tempo per elaborarli, ma ritento inaccettabile che siano inviati dopo che l’esame finale è stato rilasciato. Se è stato rilasciato gli esami beta sono già stati analizzati, quindi perché non inviarne i risultati? Ricordo l’assurdo accaduto con il VCP4, dove i risultati degli esami sono stati rilasciati poche settimane prima della scadenza per periodo di upgrade “senza ulteriori corsi” (periodo che poi era stato esteso, ma comunque era sbagliato il principio). Ho sentito anche di grossi ritardi nei risultati VCP4-DT, mentre devo dire che per il VCP5 sono stati relativamente “veloci”.

 

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2904 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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