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Se conoscete Nutanix probabilmente conoscerete anche la Nutanix Next Community, di fatto il forum che raccoglie contributi, informazioni, commenti, sia per gli utenti finali che per i partner Nutanix.

Ma ora il termine community viene applicato anche alla soluzione di storage hyper-converged e webscale di Nutanix con la Nutanix CE (Community Edition): una versione gratuita e “allegerita” del Nutanix Operating System (NOS), lo stesso alla base dei prodotti commerciali Nutanix.

La Community Edition è pensata per chi vuole provare il prodotto, per chi deve imparare (magari in ottica certificazione o in preparazione ad un’installazione), e tutti i casi simili.

La Community Edition permette la realizzazione di un sistema singolo nodo, a tre o a quattro nodi… ovviamente una soluzione con un cluster ad almeno tre nodi (il minimo per Nutanix) è quella ideale per imparare tutte le varie funzioni. Ma dipende anche dal tipo di lab che si ha a disposizione. Ovviamente, rispetto alla versione commerciale Nutanix NX (o anche i Dell XC che altro non sono che Nutanix rimarchiati), le prestazioni non sono comparabili. Rimane un ambiente per test e laboratorio.

E non è (e probabilmente non lo sarà) una versione Virtual Appliance o Open (hardware platform independent) del prodotto commerciale… lo scopo dichiarato è quello di un ambiente non di produzione.

Essendo comunque basato sullo stesso sistema operativo del prodotto commerciale rimane un utilissimo strumento per prendere confidenza del prodotto o studiarlo in maggior dettaglio o simulare casi molti particolari. Vari storage vendor hanno capito che serve una soluzione”software” installabile o almeno un simulatore… ma spesso questi strumenti sono limitati e/o disponibili solo ai partner.

Anche solo per prepararsi in ottica certificazione è veramente comodo: nel mio caso ho sostenuto e passato l’esame NPP giusto perché l’ho pianificato subito dopo il corso e ho quindi avuto come unica esperienza pratica quella dei lab durante il corso stesso… Sarebbe stato molto più educativo poter poi fare maggior pratica con un proprio lab.

Nutanix ha creduto in questo progetto e dopo un periodo iniziale di fase alpha (solo su invito e con poche persone) è arrivata ora ad una versione beta utilizzabile (con alcune limitazioni). La CE Beta Official Release beta1 include:

Single pane of glass control Prism web console to manage the cluster (la stessa interfaccia del prodotto commerciale)
Command-line management Nutanix command line (nCLI)
Ability to add nodes to the cluster One, three, or four nodes can comprise a cluster
Ease of installation and use Install and boot the hypervisor and NOS environment from USB device

Quindi un sistema già completo e pià che altro limitato (rispetto alla versione commerciale) nella capacità di crescere e nelle prestazioni.

L’architettura rimane la stessa con una Controller VM per ogni nodo fisico che gira su un hypervisor (altro limite è che la Community Edition supporta solo KVM) e un pool di risorse locali:

Nutanix-Node

Oltre ai limiti di scalabilità (non più di 4 nodi) le maggiori limitazioni sono (almeno per ora):

  • supporto solo a KVM (già incluso nell’installazione) e non per anche per VMware vSphere e Microsoft Hyper-V (supportati invece nella versione commerciale): la ragione è semplice e dipende dal fatto che KVM sia gratuito e risistribuibile e che comunque anche la versione commerciale ha un sistema di pre-installazione che è basato su KVM
  • l’installazione risulta non proprio banalissima
  • servono uno, tre o quattro server fisici (al momento non è possibile eseguire la CE in ambiente virtualizzato nested)

L’ultimo punto, a mio parere, è forse quello più vincolante… non potendo (almeno per ora) eseguire il sistema in ambiente virtuale server un hardware fisico supportato e lì vi sono diversi requisiti con alcuni vincoli che impediscono persino l’installazione:

Componenti Requisiti Vincoli
Processore Minimo 4 core
2 cores dedicati alla Controller VM
Intel VTx/VTd
Memoria RAM 32 GB p più se si vuole anche implementare deduplication/compression (dipende poi dal numero di VM previste) Minimo 16 GB
Sceda di rete 1 Network interface card (NIC) Intel-based NIC
Scheda di storage One supported Host bus adapter (HBA) Advanced Host Controller Interface (AHCI) SATA, o LSI controller
Cold-tier storage Hard disk drive (HDD) o Solid-state drive (SSD) – Massimo 18 TB (3 x 6 TB HDDs) 200 GB o più
Hot-tier/flash storage Un SSD per server (ogni nodo deve avere lo stesso identico modello) 200 GB
Boot device Boot device external or internal – also USB device are supported 8 GB

Il requisito delle istruzioni Intel VT ovviamente vincola la soluzione ai soli processori Intel, ma soprattutto il vincolo delle istruzioni Intel VTd rende complicato eseguire il sistema in ambiente virtuale visto che non si riesce a “simulare” queste istruzioni (non è invece un problema per le VTx, almeno con Workstation e ESXi).

Inizialmente anche il vincolo del controller di storage era serio visto che serviva un controller SAS/SATA supportato senza alcuna funzionalità di RAID. Ora almeno sono supportati sia i controller basati su Advanced Host Controller Interface (AHCI) SATA che quelli su LSI (che rappresentano la maggior parte dei controller di storage locali), ma soprattutto sono supportate diverse configurazioni dei dischi nei controller LSI:

  • IT mode (Nutanix testing shows better performance than IR)
  • IR mode with pass-through
  • IR mode with RAID-0 (not optimal but usable in most standard server)

Di fatto buona parte dei server è adatta (ad esempio praticamente tutti i Dell PowerEdge dalla generazione 11 in poi e probabilmente anche quelli della 10). Come pure lo sono diverse configurazioni whitebox (al momento però manca una lista che le raccolga, si trovano comunque alcune indicazioni sul forum ufficiale).

USB è supportato solo come dispositivo di boot e, a differenza di ESXi, lavora direttamente sul dispositivo USB (e non in ramdisk)… diventa quindi critico durante il funzionamento (secondo me ha senso solo per l’installazione o nel caso di utilizzo molto sporadico).

Come scritto l’installazione non è proprio il massimo della semplicità , ma è comunque ben documentata nella guida Getting Started with Nutanix Community Edition.

Bisogna prima scaricare l’immagine della beta, che è un singolo file in formato img.gz file (della dimensione di circa 1,7GB). A questo punto il primo passo è decomprimere il file con il comando gunzip (se non lavorate con un sistema Unix-like anche WinZip o 7-Zip o simili possono fare il caso vostro). Quello che si ottiene è un’immagine a blocchi da copiare su un dispositivo USB (di almeno 8GB di spazio). Le utilily per eseguire una copia a livello di blocco sono:

  • Linux: use the included dd utility
  • Mac OS X: use the included dd utility
  • Windows: ImageUSB from PassMark Software (freeware)

Per velocizzare i tempi, meglio usare un sistema Linux fisico (non provate da VM perché richiede ore e ore) e magari una porta e una chiave USB 3.0. Il comando sarà:

dd if=ce.img of=/dev/sdX

dove X è l’identificativo della chiave USB (rilevabile facilmente con il comando dmesg dopo aver collegato la chiave).

Per Mac OS X vi sono informazioni sulla community e nella guida su come velocizzare l’operazione… Ritengo comunque laboriosa questa procedura… Perché non una singola ISO dal quale lanciare l’installazione? Che sarebbe poi anche ottimale nel caso si supporti (in futuro) anche un’installazione in VM.

L’unico beneficio dell’USB potrebbe essere quello di eseguire direttamente da USB il sistema, ma non è proprio così (o almeno non per ora). E’ sicuramente comodo per l’avvio dell’installazione, ma anche un file ISO si può lanciare direttamente da una chiave USB, quindi rimango dell’idea che la ISO sia una scelta migliore e più semplice per la maggior parte degli utenti. Sicuramente più veloce.

Una volta che il sistema è partito dalla chiave USB (quello che parte è un sistema Linux basato su CentOS 7) è possibile lanciare l’installazione vera e propria: per ora il meccanismo è tutto command line parzialmente guidato. Anche qua mi aspetto migliorie del tipo l’uso di ncurses o comunque pseudo-finestre per semplificare le scelte e guidare nelle varie opzioni.

Notare che subito in fase di esecuzione del programma di installazione viene fatta la verifica dei requisiti minimi vincolanti: se non sono soddisfatti l’installazione non parte proprio!

Nutanix-CE

Benché sia una beta è comunque un prodotto interessante e molto promettente. Sistemate alcune complessita (e già è stata migliorata rispetto alla versione alfa) e rilasciati alcuni vincoli (dal mio punto di vista averlo in ambiente nested sarebbe il massimo) potrebbe diventare anche molto utile e popolare.

Potrà poi essere usato per altri scopi (ad esempio ambienti di disaster recovery as a service)? Al momento è prematuro e sicuramente bisognerà aspettare qualche notizia anche dall’oramai vicino evento Nutanix .NEXT.

Disponibilità della Community Edition: 

  • Public beta releases on June 8, 2015 (the first day of the Nutanix .NEXT User Conference)
  • Available at no cost
  • Operation guidance and support only through NEXT Forum (No Nutanix Support)
  • Community Edition will run on a wide variety of hardware for non-production use cases
Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2908 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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