La domanda è volutamente provocatoria e si riallaccia ad un annuncio di qualche giorno fa: il brand Technical Conferences (promosso da EventHandler) ha annunciato la sospensione delle attività divulgative, nella forma delle varie conferenze a tema (Virtualizzazione, Windows Server, SharePoint, SQL, … e dallo scorso anno anche Cloud).

Decisamente un fulmine a ciel sereno, visto che per 10 anni erano stati un punto di riferimento in Italia (ho partecipato a vari eventi sia come partecipante che come speaker e posso garantire la qualità degli eventi e del brand stesso). Nel post si leggono le motivazioni principali, ma la principale sembra essere la non sostenibilità economica del progetto.

Non si accenna al fatto che l’offerta di conferenze e sessioni tecniche in Italia è decisamente ampia (e in alcuni casi, o almeno in alcuni periodi, decisamente satura) e prevalentemente gratuita (anche se vi sono eccezioni come ad esempio l’evento WPC). Si potrebbe obiettare che gli eventi gratuiti non garantisco la qualità degli speaker o almeno dei contenuti, ma non è affatto vero, visto che esistono eventi “storici” di grande qualità (ad esempio i Juku Unplugged) e nuovi eventi (gratuiti) si stanno affermando nella realtà italiana (ad esempio il Festival ICT). O tutti gli eventi organizzati da community più o meno note (come ad esempio quelli del VMUG.IT o i Server Infrastructure Day).

Vi sono poi tutti gli eventi gratuiti non indipendenti perché promossi da vendor (si pensi agli eventi promossi da Microsoft o VMware, giusto per citare due nomi) o da distributori, ma anche in questo caso si trovano dei bei casi di realtà affermate e di qualità (ad esempio l’evento annuale ITway Campus).

Ma se fanno a fatica a finanziarsi gli eventi a pagamento, perché lo stesso problema non affligge quelli gratuiti? Quelli non indipendenti è ovvio, visto che i vari vendor o distributori hanno fondi marketing (a volte neppure troppo limitati) per organizzare eventi anche sontuosi.

Per quelli organizzati dalle community o da entità “indipendenti” il discorso è leggermente diverso: normalmente l’unico finanziamento arriva dagli sponsor e quindi il problema sembra essere lo stesso se non maggiore. Però i costi possono essere ben diversi e le aspettative da soddisfare pure (chi paga un evento ha, nel bene o nel male, determinate “pretese” o almeno un livello di aspettative maggiore). Ad esempio i costi degli speaker possono essere bassi o nulli (secondo il principio delle community o secondo il principio che per uno speaker può essere un “onore” far parte di un evento importante). Location, catering e altre spese potrebbero essere più contenute o (co-)finanziate da aziende interessate ad avere il proprio nome associato all’evento.

E paradossalmente è potenzialmente più semplice ottenere sponsor per un evento gratuito (purché importante e rinomato): per uno sponsor si ha possibilità di raggiungere un gruppo di persone potenzialmente maggiore o comunque una tipologia di target diversa da quella che si potrebbe raggiungere con un evento mono-vendor.

Tornando al caso delle Technical Conferences è un vero peccato che questa tradizione di ferma (speriamo solo per poco e che qualcuno lungimirante o rilevi il brand o, meglio ancora, sia in grado di dargli nuova linfa per continuare). Personalmente penso (e spero) che possano almeno proseguire con la formula Technical Days che è una via di mezzo tra una conferenza ed un corso concentrati tutto in un solo giorno.

Rimane il dubbio se in Italia abbiamo troppe conferenze (concentrate spesso tutte negli stessi periodi e/o negli stessi posti): troppa offerta non necessariamente porta vantaggi se poi si rischia di svalutare gli eventi che valgono.

Rimane poi il grande rammarico che invece i grandi eventi a livello europeo (tutti a pagamento) invece trascurano troppo spesso l’Italia come possibile meta o target: va bene che siamo decentrati rispetto all’Europa, ma non è che Barcellona (città che amo molto, ma utilizzo come esempio solo perché oramai è diventata tappa fissa della maggior parte degli eventi europei) lo sia. Per fortuna iniziano ad esserci alcune eccezioni (il Cisco Live sarà a Milano per la seconda volta di seguito) e speriamo aumentino. Se non altro per diminuire l’IT divide che affligge l’Italia.

Disclaimer: i nomi di eventi o conferenze che ho citato sono alcuni esempi che conosco perché ho partecipato personalmente ad edizioni passate, ma non rappresentano una lista esaustiva e completa.

This post has already been read 280 times.

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2642 Posts)

Virtualization & Cloud Architect. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-17. PernixPro 2014-16. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-17. Nutanix NTC 2014-17. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


Related Post:

Share