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In questi ultimi anni si è visto mano mano sparire alcune componenti legacy della suite VMware vSphere, partendo dalla rimozione (in vSphere 5.0) di VCB, Converter Enterprise, Guided Consolidation, e della storica (e oramai dimenticata) parte ESX Server (sostituita da ESXi).

L’ultimo a sparire è stata la gestione della memoria con TPS a partire dalle ultime versioni di vSphere 5.5 (in realtà è stata semplicemente disattivita, ma per poi essere rimossa dalle prossime versioni).

Si è anche più volte annunciata la dismissione di alcune componenti, come ad esempio VUM, ma soprattutto il tradizionale vSphere Client (la versione per Windows), che è stata più volte deprecata (già a partire da vSphere 5.1) a favore del nuovo vSphere Web Client (la versione web multi browser e multi piattaforma).

Purtroppo ci si trova nella situazione che il vecchio client rimane necessario per alcuni plugin legacy di vCenter, come ad esempio SRM (che però nella versione 5.8 è finalmente diventato Web Client ready) e VUM. Inoltre il vSphere Client rimane ancora l’unico modo per gestire un host stand-alone (e quindi necessario, ad esempio, per potrer preparare un’infrastruttura da zero con il vCenter Server in virtuale).

Bisogna poi tenere conto di alcuni limiti del nuovo Web Client.

Ma cosa succede nel nuovo VMware vSphere 6.0? Si è finalmente arrivati alla convergenza e ad un’unico client grafico (ricordiamo che comunque esistono diverse CLI per poter gestire in modo alternativo un ambiente vSphere)?

Purtroppo non è proprio così e siamo ancora in una situazione di avere due diversi client grafici:

  • vSphere Web Client: è diventato l’unico strumento grafico per gestire un’infrastruttura VMware con vCenter Server
  • vSphere Host Client: rimane il vecchio C#-based client, ancora presente per poter gestire singoli host (il progetto di un Web Client “cachabile” non è poi stato concretizzato.

Da notare che il client vecchio può gestire (limitamente) VM con virtual hardware dalla versione 8 (vSphere 5.0) fino alla 11 (vSphere 6).

Il nuovo vSphere Web Client è stato ulteriormente migliorato e pur mantendo un funzionamento e un’architettura simile a quella precedente è diventato più veloce (in realtà già con la versione 5.5 vi era stato un buon miglioramento delle prestazioni) ed è anche diventato il servizio di default che risponde direttamente alla porta HTTPS del vCenter Server (o della macchina con la parte server del Web Client), in modo che sia facilmente raggiungibile con la sempliche URL https://vCenter_Name piuttosto che la precedente che prevedeva una porta non standard e una URI specifica.

vCenter-Web

La navigazione è rimasta simile alla precedente, ma l’organizzazione globale dell’interfaccia rispecchia di più quella del vecchio client (con ad esempio la parte dei task recenti in basso):

WebClient

Sono stati introdotti anche numerosi wizard (più che nella versione precedente) in modo da aiutare nella transizione e soprattutto aiutare a muovere i primi passi:

vSphere6-Wizard Inoltre sono presenti anche molti riferimenti, inclusi video, per aiutare e guidare l’utente a questa inferfaccia. Del resto a meno di rivoluzioni (personalmente preferirei l’interfaccia di EVO:RAIL, ma quella è volutamente più limitata e guidata) bisognerà abituarsi al nuovo Web Client… o imparare ad usare la CLI.

Per maggiori informazioni vedere anche (in inglese):

Ma perché usare il vSphere Client?

Se c’è ancora il motivo è semplice… in alcuni casi è ancora nessario. Lo scenario tipico è quello descritto in precedenza: host ESXi senza il vCenter Server… e non riguarda solo le versioni free di ESXi… ma anche quegli ambienti che devo essere costruiti da zero e dove il vCenter è virtuale (in realtà una soluzione potrebbe essere di tenersi sempre in locale un vCenter Server pronto per le prime attività, ma visti i requisiti di sistema è comunque una soluzione non sempre praticabile). Del resto il Web Client richiede il vCenter (e le sue varie componenti) quindi senza il vSphere Client si rientrerebbe nel paradosso dell’uovo e della gallina.

Rimarrà in eterno? Probabilmente no, visto che nelle prime beta si è provato a sperimentare un onFlex-based host client (di fatto una versione off-line del Web Client), che probabilmente un giorno sostituirà il vecchio client.

Però, a differenza delle versioni precedenti, nella RC di vSphere 6.0, il vecchio client non poteva più collegarsi a vCenter Server, dato che visualizzerà un errore di questo tipo (suggerendo di passare al Web Client):

vSphere-OldClient

Questo almeno era il comportamento nella beta. Durante il PEX è stato detto che invece funzionerà anche il collegamento al vCenter Server. E in effetti è confermato che la versione finale permetterà di collegarsi anche a vCenter Server, senza quindi il messaggio di errore precedente.

Come scritto in precedenza, bisogna notare che il vecchio client è in grado di gestire VM con virtual hardware dalla versione 8 alla 11… diventa quindi necessario prepararsi da aggiornare le VM almeno al virtual hardware 8, in modo da poterle gestire nei casi di mancato funzionamento o disponibilità del vCenter Server.

Il virtual hardware da 9 al 11 in realtà sarà utilizzabile praticamente in sola lettura, quindi il funzionamento sarà molto limitato!

E per quanto riguarda VUM?

Sembra finita e relativamente semplice… il Web Client per collegarsi a vCenter e il vSphere Client per collegarsi ad ESXi… Ma cosa succede con VUM che era (ed è ancora) un plugin (non web) del vCenter Server?

Purtroppo nella RC c’era persino un terzo client: il VUM Client!

VUM-Client

Già… VUM rimane una componente “legacy” che non è stata ancora sostituita da qualcosa di più conforme con il Web Client… Morale bisognava utilizzare questo client che è un vSphere Client limitato al solo plugin di VUM.

Per fortuna nella GA il client VUM è tornato ad essere un semplice plugin del vSphere Client, come del resto eravamo abituati ad usare da tanto tempo.

Lo stesso VUM, lato server, rimane una componente vecchia pensata solo per Windows e che può utilizzare solo database SQL Server (o il database embedded di default che è SQL Express 2012). Speriamo che dalla prossima versione si trovi una soluzione più integrata e moderna (nelle prime beta vi era un abbozzo di qualcosa di nuovo, ma probabilmente è stato scelto di privilegiare la compatibilità o di non introdurre troppi cambiamenti).

Andrea MauroAbout Andrea Mauro (2903 Posts)

Virtualization, Cloud and Storage Architect. Tech Field delegate. VMUG IT Co-Founder and board member. VMware VMTN Moderator and vExpert 2010-18. Dell TechCenter Rockstar 2014-15. Microsoft MVP 2014-16. Veeam Vanguard 2015-18. Nutanix NTC 2014-18. PernixPro 2014-16. Several certifications including: VCDX-DCV, VCP-DCV/DT/Cloud, VCAP-DCA/DCD/CIA/CID/DTA/DTD, MCSA, MCSE, MCITP, CCA, NPP.


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